In Germania si allarga lo scandalo degli evasori

Si allarga a macchia d’olio in Germania lo scandalo degli evasori fiscali eccellenti emerso con l’apertura di indagini a carico di Klaus Zumwinkel, il presidente delle Poste tedesche. Zumwinkel, che ieri si è dimesso dall’incarico che deteneva ininterrottamente da diciotto anni, secondo l’accusa aveva trasferito in una banca del Liechtenstein, la Lgt, un milione di euro di tasse non pagate, appoggiandosi a una fondazione. Il settimanale Der Spiegel scrive che i milioni evasi sarebbero addirittura dieci. Ma soprattutto, il presidente di Deutsche Post sarebbe in numerosa e illustre compagnia. In totale, secondo fonti di stampa, sarebbero stati sottratti all’erario 3,4 miliardi di euro, una cifra enorme.
In sostanza, in Liechtenstein starebbe venendo alla luce una sorta di corsia preferenziale per l’evasione fiscale. La procura tedesca di Bochum, che si occupa delle indagini, ha confermato l’esistenza di centinaia di casi di frode fiscale in tutta la Germania. La Süddeutsche Zeitung scrive di 900 mandati di perquisizione già pronti e di oltre mille sospetti. Tutti sarebbero clienti della Lgt, banca legata alla famiglia regnante del Principato, e in particolare della Lgt-Treuhand, una filiale del gruppo specializzata nella creazione di fondazioni. Per la procura di Bochum alcune sarebbero state istituite «al solo scopo di evadere le tasse»: di fatto la banca del principato è sotto indagine, e i suoi dirigenti hanno promesso che «si procederà a verifiche». Da Vaduz hanno però già fatto sapere che dietro lo scandalo ci sarebbe un furto di dati riservati, con un ex impiegato arrestato nel 2004 e i suoi complici coinvolti in un gioco di ricatti.
Ma chi è Klaus Zumwinkel? È un uomo ricchissimo e molto potente, che oltre alle Poste presiede i consigli di amministrazione della Telekom e di Postbank, oltre a sedere in quelli della Lufthansa e della banca americana Morgan Stanley. Un boiardo di Stato con 520mila dipendenti, ai quali amava ricordare il suo motto: «Solo con la verità e con la chiarezza si può vincere alla lunga distanza». La Bild Zeitung ricorda che il supermanager sotto inchiesta ha comprato nel 1997 a Tenno in Trentino un castello medievale con fantastica vista sul lago di Garda. Spesa: tre milioni di euro, oltre a ingenti spese per il restauro. Molti in Germania cominciano a farsi spiacevoli domande.