Germania, la Spd vuole rovesciare la Merkel

Salvo Mazzolini

da Berlino

Vacilla il trono di Angela Merkel. A meno di un anno dalla sua conquista della cancelleria alla guida di una Grosse Koalition, a Berlino sono incominciate le grandi manovre alla ricerca di nuove alleanze e nuove maggioranze di governo. E i commentatori politici non escludono che dietro le quinte si stiano compiendo i primi passi verso un ribaltone per rovesciare l’attuale coalizione formata dai due maggiori partiti, la Cdu, l’Unione cristianodemocratica, il partito della Merkel, e l’Spd, i socialdemocratici, e sostituirla con una nuova coalizione soprannominata semaforo per i colori dei partiti che ne farebbero parte. A guidarla sarebbero i rossi, i socialdemocratici, insieme ai gialli, i liberali, e i Verdi.
Se il progetto dovesse andare in porto Angie, come la chiamano i giornali popolari, passerebbe alla storia non solo come la prima donna che in Germania ha conquistato la poltrona più ambita del potere politico, ma anche come il cancelliere o la cancelliera che ha governato per più breve tempo. Per il momento di concreto ci sono solo dei segnali. Il più inquietante per la Merkel viene dai liberali. Alle ultime elezioni i liberali si presentarono come potenziali alleati dei cristianodemocratici per formare una coalizione di centrodestra. Il progetto fallì per mancanza di numeri e i liberali dovettero rassegnarsi all’opposizione. Ora però considerano la loro vicinanza politica alla Cdu superata e si dichiarano disponibili a un’alleanza con i socialdemocratici.
In un’intervista a Der Spiegel il numero due del partito, Rainer Bruderle, ha detto che i liberali giudicano positivamente una serie di cambiamenti intervenuti in casa socialdemocratica e quindi la partecipazione dei liberali a un governo guidato da un cancelliere socialdemocratico rientra tra le ipotesi possibili. Ma altrettanto inquietante per la Merkel è la risposta dei suoi attuali alleati, i socialdemocratici, che senza perdere tempo hanno fatto sapere di essere interessati a sondare la possibilità di una collaborazione tra rossi e gialli. In un’intervista al Bild am Sonntag, Ulrich Kelber, vicepresidente del gruppo parlamentare socialdemocratico, ha dichiarato che l’obbiettivo del suo partito è il successo della Grosse Koalition, ma se ciò non sarà possibile i socialdemocratici dovranno prendere in considerazione altre strade e «le aperture dei liberali sono un passo giusto nella direzione giusta». I Verdi, la cui presenza sarebbe necessaria per una nuova maggioranza, per il momento si sono limitati a dire che loro escludono a priori alleanze con un solo partito, il Partito di sinistra, i neocomunisti. E tanto è bastato ai commentatori per dare nuovo slancio all’ipotesi di una coalizione rosso, gialla e verde.
Qualcosa di più si saprà nei prossimi giorni dopo una serie di incontri tra i tre partiti. Ma a rendere lo scenario più movimentato contribuisce soprattutto il deludente bilancio della Grosse Koaltion. L’alleanza tra i due maggiori partiti tedeschi, imposta dal risultato quasi pari uscito dalle urne, fu paragonata fin dall’inizio non a un matrimonio d’amore e neppure di interessi ma a un matrimonio dettato dalle circostanze e accettato a denti stretti dai due contraenti date le loro diversità. Il risultato è un’alternanza tra immobilismo e litigi continui. L’ultimo litigio riguarda la riforma sanitaria sulla quale i due partiti della coalizione non riescono a trovare un accordo. L’unica decisione della Grosse Koalition rimasta per il momento nella memoria dei tedeschi è l’aumento della pressione fiscale, il più forte dal dopoguerra. Non è sorprendente quindi che uno dei due coniugi guardi ad altre soluzioni per il futuro.