Germania, lo spettro della Grande coalizione

Merkel senza maggioranza assoluta: unica alternativa l’alleanza con Schröder. L’Npd a Dresda candida il suo leader storico

Salvo Mazzolini

da Berlino

A otto giorni dal voto la campagna elettorale tedesca si va trasformando in una corsa dall'esito sempre più incerto. Al momento del via, sembrava scontato che a vincere la corsa sarebbe stata Angela Merkel, dato l'enorme vantaggio del suo partito, l'Unione cristianodemocratica, sui socialdemocratici del Cancelliere Schröder. Ma il vento è cambiato. La Merkel è ancora in testa ma il vantaggio si è notevolmente ridotto e non sarebbe più sufficiente per formare una coalizione di centrodestra insieme al piccolo partito liberale.
Se si votasse oggi, il risultato sarebbe uno scenario che indica come unica soluzione un'alleanza tra i due grandi partiti tedeschi. Angie, come i giornali popolari chiamano la Merkel, diventerebbe Cancelliere ma alla guida di una Grosse Koalition di destra-sinistra che lei stessa definisce «la peggiore delle soluzioni possibili». Ben quattro sondaggi segnalano che la Cdu/Csu (cristiano-democratici più la loro ala bavarese, i cristianosociali) ha perso solo negli ultimi giorni due punti scendendo al 41% (all'inizio della campagna elettorale era al 48%) mentre i socialdemocratici ne hanno recuperati tre portandosi al 34% (in luglio erano al 28%).
Ma il dato più carico di conseguenze è un altro. Insieme agli alleati liberali la Cdu/Csu supererebbe appena il 47%: troppo poco per un cambio di governo vero e proprio. Di qui l'ipotesi di una grande coalizione. Un'ipotesi che piace alla maggioranza dei tedeschi e non sembra sgradita alla Spd, i socialdemocratici, perché permetterebbe loro di rimanere al governo, seppure in posizione secondaria. Ma è considerata dalla Merkel come un boccone amaro da digerire. E viene bocciata dalla maggioranza dei commentatori date le differenze tra i due grandi partiti in materia di riforme. «Cdu+Spd=0» è il titolo di un commento negativo del Bild Zeitung.
Al recupero dei socialdemocratici molto contribuisce la nuova tattica del partito che punta a creare un clima di allarme per i tagli allo Stato sociale legati alle riforme della Merkel per rilanciare l'economia. Nella corsa affanosa per ridurre le distanze con la sua sfidante, Schröder sfrutta al massimo il suo ruolo di Cancelliere. La recente visita a Berlino di Putin, durante la quale è stato firmato l'accordo per un nuovo gasdotto che dalla Russia arriverà direttamente in Germania saltando la Polonia e passando sotto le acque del Baltico, è stato celebrato come un evento epocale che sancisce la riconciliazione tra russi e tedeschi. A rendere gli ultimi giorni della campagna elettorale ancora più incerti contribuisce la discesa in campo di Franz Schönhuber, leader storico dei neonazisti dell’Npd. Si presenterà a Dresda al posto di una candidata improvvisamente deceduta. Anche se non sarà eletto, riuscirà ad attrarre molti voti di protesta rendendo ancora più serrato il duello tra i due grandi partiti.