In Germania ultrà scatenati: feriti 42 agenti

da Lipsia

Negli anni Settanta gli hooligans erano inglesi. Oggi stanno a Rotterdam, Catania, Lipsia. Dopo l’esclusione del Feyenoord dalla Uefa e la tragedia di Catania, la nuova patria della barbarie calcistica è la Germania.
A Lipsia, nella ex Ddr, al termine di una partita di Coppa di Sassonia, 42 persone sono rimaste ferite negli scontri tra 800 hooligans e i 300 agenti che presidiavano lo stadio. Gli incidenti sugli spalti avevano già causato una duplice interruzione della gara tra il Lokomotiv - la squadra locale - e l’Erzgebirge Aue (semiprofessionisti). Al 90°, i tifosi di casa hanno aggredito gli agenti con un fitto lancio di pietre e pezzi di cemento. A farne le spese 36 agenti, che sono finiti all’ospedale: uno di loro è stato addirittura ferito da una scacciacani, mentre un altro è stato costretto a sparare un colpo in aria. Ingenti anche i danni (circa 12mila euro), senza contare i 21 veicoli della polizia danneggiati. La dirigenza del Lokomotiv, che ha garantito la massima collaborazione nelle indagini già avviate, sta valutando l’idea di abbandonare la società.
Tutto questo accade a soli due giorni dalla decisione del Werder Brema di vietare l’ingresso allo stadio a una ventina di esponenti di estrema destra degli ultrà, che lo scorso 21 gennaio si sono resi protagonisti di un’aggressione ai danni di altri tifosi.