Geronzi: «Quello che funziona non si cambia»

da Bari

«Non c’è bisogno di
cambiare le cose che funzionano», ha detto ieri il presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi (a Bari per il convegno Forex), a una domanda sulle indiscrezioni circa una sua possibile successione ad Antoine Bernheim alla presidenza delle Generali e alla possibilità che lo stesso Bernheim sia spinto a rassegnare le dimissioni. «Tutte queste ipotesi sono sbagliate. Le cose sono eccellenti come sono». Geronzi ha anche accennato ai regolamenti di Bankitalia sui nuovi tipi di governance delle banche (i sistemi dualistici in particolare) evocati ieri dal governatore Draghi. Il governatore ha detto che «si prevede che, emanata la normativa, le banche, secondo un principio di proporzionalità, compiano un’approfondita autovalutazione al fine di verificare la conformità dei propri assetti di governo societario con le nuove disposizioni». E in proposito il presidente di Mediobanca ha replicato che «noi non abbiamo fatto nessuna osservazione su questi principi». Mentre Enrico Salza, numero uno del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo (altra banca cha ha adottato il duale), ha replicato dichiarando che «il nostro sistema di governance funziona, abbiamo già risposto puntualmente alle osservazioni della Banca d’Italia». Tra i temi toccati dal governatore al Forex di Bari c’è stato anche quello delle aggregazioni bancarie: il capitolo è stato riaperto. L’opera di consolidamento non è terminata e ora deve interessare, soprattutto, le banche piccole e medie. Il consolidamento «con forme diverse si estenderà alle aziende di minore dimensione». Infine Draghi ha parlato di nuovo dei fondi comuni d’investimento, alle prese con un’emorragia di patrimonio che nel 2007 è costata 53 miliardi. Per il governatore la crisi è grave e la risposta dei fondi ai richiami di Bankitalia per affrontare i nodi strutturali della loro crisi è stata sinora deludente. «Le società di gestione e i rispettivi gruppi di appartenenza devono riconsiderare il proprio posizionamento strategico», ha detto Draghi, indicando le solite azioni da compiere: apertura delle reti distributive e indipendenza dai gruppi bancari.