Gerry: «La Corrida, il reality più spontaneo»

Dodici le puntate previste, in cui si esibiranno 120 «dilettanti allo sbaraglio», una sola la novità: la bella valletta Michela Coppa

Pier Francesco Borgia

da Roma

Lo specchio del «Paese reale»? Secondo molti è la televisione. Secondo alcuni, però, questa definizione è troppo generica. Il «Paese reale», quella nostra provincia che trova ancora il modo genuino di aggregarsi, far festa ed evitare categoricamente di prendersi troppo sul serio, è rappresentata più esattamente da programmi televisivi come La Corrida. Che, guarda caso, è il più longevo varietà della storia del piccolo schermo, visto che sta andando avanti ininterrottamente da vent’anni (la puntata inaugurale andò in onda su Canale 5 a luglio del 1986).
Questa sera, sempre sulla rete ammiraglia di Mediaset, si riaprono i giochi per i «debuttanti allo sbaraglio». Alle 21 esatte Gerry Scotti torna a presentare (è il quinto anno consecutivo) La Corrida e avrà ancora al suo fianco il maestro Roberto Pregadio. Squadra che vince non si cambia. E il cast degli autori (a iniziare da Marina Donato, «anima» del programma) si conferma immutato. Unica novità di rilievo è la «promozione» sul campo di Michela Coppa che passa dal ruolo di letterina (Passaparola) a quello di valletta.
Dodici le puntate previste (tutte in prima serata) in cui si esibiranno oltre 120 concorrenti (alcuni dei quali vengono anche dall’estero), selezionati tra oltre 2500 aspiranti «dilettanti allo sbaraglio».
«Il nostro punto di forza - spiegano Gerry Scotti e Marina Donato - sta proprio nella spontaneità». Si tratta, insomma, del primo «reality» della storia del piccolo schermo e, a differenza di quelli che sono venuti dopo, anche l’unico che ha mantenuto l’ideale genuinità. Fin dalle prime edizioni con Corrado La Corrida è divenuta un vero «cult» del panorama televisivo nostrano. Unico programma nel suo genere, non tanto per l’opportunità del «momento di gloria» (che oggi in tv non si nega ad alcuno), quanto per l’autoironia e la voglia di mettersi in gioco dei partecipanti che accettano sempre con allegria il responso del pubblico in studio.
Il primo avversario di Gerry Scotti in questa nuova edizione sarà Antonella Clerici (che debutta questa sera con Il treno dei desideri su Raiuno). «Faccio alla Clerici più elogi di quanti me ne ha fatti lei - commenta Scotti - ma devo dire che sono meno terrorizzato. Ammiro Antonella come donna e professionista. È una persona vera, fuori dagli standard attuali. Ma la paura per me sarebbe esagerata. Ho avuto contro tutti da Fiorello alla Nazionale, da Panariello a Sanremo».
Gli autori del programma assicurano che non ci sono obiettivi di share da raggiungere. «Lo zoccolo duro del 28 per cento lo abbiamo sempre conservato, pur contro avversarsi impari - commenta la Donato -. Ci sentiamo così tranquilli che anche quest’anno andremo in onda durante la giornata finale del festival di Sanremo». La Donato, oltre a essere la curatrice del programma, è anche la vedova di Corrado Mantoni. Ed è naturale chiederle un confronto tra Scotti e il padre della Corrida. «Tra i due le differenze sono tante - spiega la Donato -. Gerry sembra divertirsi di più. È il vero lombardo indulgente. Mentre Corrado, da buon romano, era più cinico. La sua perfidia, però, era e resta inimitabile».
Corrida a parte, resta fitta l’agenda del presentatore, uomo Mediaset ancora per un anno, almeno stando al contratto. Oltre a Passaparola, al Milionario e alla Corrida, Gerry Scotti è impegnato da un paio di mesi nel programma radiofonico Il quesito del fagiano (Radio 101). «Prima della firma del nuovo contratto - conclude il volto Mediaset - vorrei concordare maggior tempo per me stesso. Ma questo si vedrà solo a fine anno».