Gerry Scotti: "Faccio il Milionario, l’attore e il presidente. Mi manca il talk show"

Il presentatore ha firmato il contratto più lungo mai stipulato in Mediaset: cinque anni. Farà due film tv e lavorerà a Radio 101 e alla sua "factory"

Milano - Manca solo che gli dedichino un vialetto o una piazzetta a Cinelandia, sede degli studi Mediaset a Cologno Monzese. Per il resto, i vertici Mediaset sono prodighi di ringraziamenti all’uomo che ha contribuito a salvare la stagione di Canale 5 (soprattutto la fascia preserale) appena conclusa e che milita nelle Tv del Biscione da ben 21 anni, con un curriculum di fedeltà assoluta. E per suggellare un rapporto così forte, è arrivata una bella firma sotto il contratto più lungo che sia stato concluso a Mediaset: ben cinque anni. Il rinnovo di quello che più che un accordo è una partnership, è stato presentato ieri davanti a una tavola imbandita dallo stesso Scotti attorniato dai vertici aziendali, dal direttore generale Salem, al responsabile delle risorse artistiche Restelli al direttore di Canale 5 Donelli, che si sono presentati con in regalo (un must nei corridoi di Cologno) la foto gigante di Gerry abbracciato alla coppa rossonera della Champions League. Un contrattone (anche in termini economici) che prevede il doppio impegno di presentatore di quiz e di attore di fiction, cui si aggiungono una miriade di attività, su cui si è largamente pronunciato. Allora, vediamo questo Scotti a tutto campo.

L’UOMO STRATEGICO «Abbiamo deciso - spiega Salem - di puntare sulle persone che hanno nel contempo forte personalità e versatilità. Gerry è un grande intrattenitore e ha dimostrato di essere anche un buon attore». Oltre a lui, altri due figure chiave nella galassia Mediaset stanno concludendo un accordo quinquennale: Maria De Filippi e Antonio Ricci. «Ho iniziato - ha ricordato Gerry - nell’83-’84 quando portavo le cassette registrate, poi nell’86 il primo programma Dee Jay Television. E sono ancora qua. Certo, anche io ho sentito le sirene della concorrenza: qualche anno fa mi hanno offerto di presentare Sanremo, ogni tanto mi propongono qualche programma volatile, come Miss Italia, ma non ha senso per uno come me lasciare un’azienda che mi dà un ampio spettro di possibilità e dimostrazione di affetto per un’altra dove il tuo interlocutore può cambiare dall’oggi al domani».

SESSANTA E QUARANTA È la proporzione, più o meno, in cui dividerà i suoi impegni: la quota maggiore per il preserale di Canale 5, il Milionario, che tornerà da gennaio 2008. Previste 120 puntate fino a maggio. «Meno della stagione appena conclusa, dove dovevano essere pochissime, poi per i vari problemi avuti dall’azienda (leggasi i flop di Amadeus e Bonolis), alla fine ne ho fatte più di tutti gli altri anni: 150». L’altra quota è dedicata alla fiction: fino a fine luglio sarà sul set milanese di Finalmente soli, ripresa della sit-com con Maria Amelia Monti ambientata in clima natalizio (nella tradizione dei movie degli ultimi due anni) che sarà trasmesso appunto durante le strenne. E se incontrerà il favore del pubblico, diventerà una serie di 4 o 6 puntate. Stesso discorso per Dottor Clown, film ispirato al medico dei bambini Patch Adams (la cura del sorriso): sarà girato a ottobre (direttore Maurizio Nichetti) e messo in onda in Primavera. È la storia di un dottore tutto dedito alla carriera che, dopo aver vissuto un dramma, decide di dedicarsi totalmente ai bimbi malati.

LA FACTORY A Gerry sta a cuore il suo laboratorio di idee, che in sostanza è un ufficio a Cologno vicino agli studi Mediaset, volto a sperimentare nuovi programmi, affidarli a conduttori anche diversi da lui e provarli, oltre che alla sera, in fasce orarie poco frequentate come la mattina e il mezzogiorno.

RADIO, PRIMO AMORE Oltre all’incarico di presidente di Radio 101, «ho in mente di riprovare con le trasmissioni di una volta, quando si leggevano gli sceneggiati, i libri o la vita di grandi personaggi. E poi si potrebbe fare una specie di Corrida con gli aspiranti dilettanti che fanno i provini per lo show in Tv».

MANAGER DI SE STESSO E tutto questo Gerry si picca di realizzarlo senza l’aiuto di nessun intermediario. «Non ho mai avuto un agente - dice -. Preferisco rapporti diretti con i dirigenti. Ho studiato giurisprudenza e dunque sono in grado di partecipare a una trattativa. Anzi, a dirla tutta, sarebbe meglio per i personaggi Tv fare a meno della figura dell’intermediario (e qui aleggia il nome di Lucio Presta, manager di molti volti Mediaset, tra cui Bonolis e Amadeus)».

I PROGETTI Il primo è un talk show stile David Letterman, da sperimentare in periodi slegati alle necessità commerciali. Dopo altri cinque anni a tirare la carretta a mediaset, si potrebbe pensare anche a un ruolo dirigenziale. «Una possibilità, ma talmente in là nel futuro che non ha senso parlarne». E il richiamo del cinema? «Rossella, appena nominato presidente di Medusa, me l’ha chiesto. Ma io sono consapevole delle mie capacità. Per riuscire a fare l’attore di fiction ho già dovuto faticare tanto, non so se sono pronto per questo altro passo».

IL SOGNO «Duettare con Zucchero sul palco, durante un concerto. Chissà se mi ascolterà».