GERRY SCOTTI Io, il crocerossino di Mediaset

Il presentatore: volevo stare lontano un anno ma mi hanno richiamato prima per Paperissima, poi per il Milionario e ora a Striscia la notizia

da Milano

«Mah sì... anche a me Mike fa sempre dei rimbrotti. Con quella sua maniera burbera, in realtà vuole dare consigli affettuosi, tirare le orecchie come un padre. Il suo messaggio a Paolo è “stai tranquillo, resta in azienda”». Gerry Scotti, anche l’altro ieri indicato da Bongiorno come suo “erede”, non può esimersi dal commentare la questione televisiva del momento: le voci di una rottura (smentita dal direttore di Canale 5) tra Mediaset e Bonolis. «Mike è un aziendalista, come me che sto a Mediaset da 22 anni. Gli piacciono le persone fedeli, non quelle che vanno avanti e indietro. Alla fine, voleva solo dirgli che farebbe male a tornare in Rai».
E lei che consiglio darebbe?
«Paolo ha sempre vissuto con grandi contrasti la sua carriera. Non è mai stato un’acqua cheta. Siamo abituati ai suoi tira e molla. Dunque, non essendo contentissimo della situazione qui e avendo un sacco di amici in Rai, è naturale che pensi di cambiare. Vuole fare nuove cose, ma, secondo me, le può fare anche restando a Mediaset».
Sono proprio un ricordo lontano le settimane che precedettero lo sbarco dell’ex conduttore di Affari tuoi al Biscione e che misero in allarme tanti colleghi, Scotti stesso che, per la prima volta in tanti anni, fece dichiarazioni di fuoco. Si temeva che Bonolis, arrivato carico di milioni e di successo, si prendesse tutta la vetrina. Poi varie vicende hanno scritto una pagina televisiva diversa dal previsto. E ora Gerry è stato chiamato a mettere le pezze proprio lì dove Bonolis ha aperto dei buchi. «Porto con me un cicalino - scherza -, sono come un chirurgo, quando l’azienda chiama, arrivo in soccorso».
Eh sì, quest’anno Scotti aveva deciso di prendersi un anno sabbatico: poche settimane del suo Milionario a gennaio e poi qualche fiction. E, invece, da ottobre, nell’ordine: ha condotto dieci puntate di Paperissima, ha ripreso in anticipo (e lo porterà avanti fino ad aprile) Chi vuol essere milionario e da lunedì è seduto accanto a Greggio a Striscia la notizia. Anche nell’ultimo caso si tratta di pronto intervento: la Hunziker ha lasciato la conduzione per troppi impegni (musical a teatro e Sanremo). In più, venerdì, sempre su canale 5, lo vedremo nel seguito del film Il mio amico Babbo Natale. Per non parlare dei progetti che ha in mente. Si sa, fare il salvatore della patria è un mestiere che dà soddisfazione.
Però lei fa come Morandi: stanco dell’immagine di buono, si mette a fare il cattivo... E proprio a Natale infila i panni del ladro di giocattoli...
«Be’, nel film la parte del buono se l’è presa anche quest’anno Lino Banfi che fa il vice Babbo Natale. E ha avuto anche la generosità di insegnarmi i trucchi del mestiere. Ma poi anch’io mi redimo. Mario, il mio personaggio, è stato in riformatorio e in prigione. È un uomo che ruba perché gli hanno rubato qualcosa: l’infanzia».
Ma lei soffre di bulimia da Tv?
«No, proprio no, io volevo veramente fermarmi. Non è stato possibile. Se poi mi chiama Ricci, io corro. Mi sono già seduto alla scrivania di Striscia altre volte, ma è la prima accanto a Ezio».
E già progetta idee con lui...
«Sì, abbiamo pensato di fare un film insieme per il cinema, ma è solo un’ipotesi. Prima girerò la fiction ripresa dal film Patch Adams, in cui farò il medico clown dei bambini».
Intanto per tre settimane porterà avanti insieme a Greggio la guerra contro i pacchi misteriosi di Affari tuoi...
«L’altro ieri abbiamo mostrato la strana presenza di parenti di personaggi noti... Comunque, non credo che ci sia una grande macchinazione dietro il giochino di Raiuno. Trovo però assurdo registrare più volte le stesse puntate per mettere in onda quelle più avvincenti in cui i pacchi più ricchi arrivano in finale. Secondo me ad Affari tuoi hanno voluto strafare: uno show di quel tipo dopo tre o quattro anni si dovrebbe accontentare di andare bene, come succede con la ottima conduzione di Insinna».
Ma Il Milionario è realizzato dagli stessi produttori di Affari tuoi...
«Certo e posso dire che è il gioco più trasparente che ci sia. Anche io potrei mandare in onda solo puntate con vincite alte, ma sono onorato di fare ascolti con piccoli premi da tre o quattromila euro».
Temeva che sarebbe stato difficile riconquistare il pubblico del preserale, invece il quiz si è ripreso subito il suo (quasi) 26 per cento di media...
«Incredibile: c’è stata una risposta immediata, siamo tornati ai livelli di ascolto dello scorso anno. Certo sarà difficile agguantare L’eredità, però arriviamo a ridosso del Tg5 con un bel 29 per cento di share. Tutto ciò dimostra, ancora una volta, che il pubblico si affeziona, ama la consuetudine, vedere la stessa faccia tutte le sere per anni».
E, infatti, vuole riprendere anche Passaparola...
«Sì, mi piacerebbe, da settembre per tre mesi. Con la nostra cara ruota finale: non abbiamo mai avuto nulla di più efficace».