GERRY SCOTTI, SIMPATIA E MODESTIA

È bravo, anzi bravissimo Paolo Bonolis, l’indiscusso reuccio di Canale 5. Però come Gerry Scotti non c’è nessuno. Per classe, simpatia e, perché no, laboriosità. Appena concluso l’ennesimo ciclo di Passaparola, oggi riparte con Chi vuol essere milionario e, per non stare con le mani in mano, sabato diventerà il solito, irresistibile conduttore della Corrida. Dunque Passaparola va in vacanza. «Torneremo nella prossima stagione, se piacerà ai nostri dirigenti» ha precisato Gerry, lasciando la porta socchiusa a un quiz che l’Auditel certifica in calo d’ascolti: dato di cui non può fregar meno ai suoi affezionati fan. Be’, ci mancheranno le graziosissime Carolina, «la bella francesina», Isa, Sara e Anna Gigli Molinari, l’unica letterina citata sempre, chissà perché, con nome e monumentale cognome. La quinta, Michela Coppa, promossa valletta della Corrida, la rivedremo invece subito. Forse sentiremo anche la mancanza degli ottantacinque concorrenti che nelle ultime cinque settimane ci hanno tenuto compagnia dal lunedì al sabato. Damiano, Colombo, Edera, Andreina, Fabrizio, Mugnaioni, Andrea Campagna, il campionissimo (confermato) Ferdinando Sallustio, Ellero Babini, capace di snocciolare d’un fiato i quattro nomi degli Abba, Diego, Dario Giacomini, Giacomo, Roberto Mariani, «la nostra Renata», Nicola, Luigi, Andrea Campagna, Barbetta, Alberto Innocenti. Di certo Gerry non può associare di botto volti e nomi e allora quando la telecamera ne inquadra uno di cui non ricorda al volo l’identità, se la cava così: «il mio amico palermitano», «la bella tarantina» o «il mio amico ciabattino, proprio oggi che gli avevo portato uno scarponcino da mettermi a posto». Nessuno come Scotti ha la capacità di farci diventare subito familiare un perfetto sconosciuto e nessun altro ha la modestia, che solo i grandi possono permettersi, di ammettere con tanto amabile candore la propria ignoranza di fronte a quesiti di media difficoltà. Tipo: «È un’opera di Dostoevskij: 1) Le notti bianche, 2) La sonata... pausa a Kreuzer o a Kroizer, sì, insomma quella roba lì». «L’artista futurista che ha inventato la tuta da ginnastica che comincia per T. Io lo apprendo oggi, a quarantanove anni d’età». Pazienza se qualche professorone s’indigna. Anna Gigli Molinari annuncia con eccessiva enfasi: «La palpitante sfida finale» e lui smorza subito i toni alla Totò: «Palpitante sarà lei!». «Domanda: lo stato americano che prese il nome dalla regina inglese Elisabetta I: 1) Maryland, 2) Virginia». La concorrente numero 21 spiega: «Elisabetta era chiamata la regina vergine, non perché...» e si ferma imbarazzata. E Gerry: «Sentiamo il non perché, che mi spaventa». «Il congiuntivo imperfetto di tornire»: «Tornissi»... «se vuoi». Verrebbe da dire: caro Gerry, torna presto. Ma è inutile, tra poche ore è di nuovo qui.