Gerusalemme: 60 miliardi di dollari per il riarmo

Israele si appresta a spendere 60 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi cinque anni per trasformare e potenziare le sue forze armate, correggendo così i problemi e le difficoltà emerse drammaticamente nel corso del conflitto della scorsa estate contro Hezbollah in Libano.
A pagare il conto saranno in larga misura, fino a tre quarti del totale, gli Stati Uniti, che hanno promesso aiuti finanziari addizionali pari a 30 miliardi di dollari in 10 anni per compensare i pacchetti di aiuto militare proposti a Paesi moderati in tutto il Medio Oriente.
Il piano, denominato Tefen 2012, sarà approvato dal governo di Gerusalemme entro la fine dell’anno e prevede nuove priorità di spesa, con l’esercito che torna in primo piano. Il nuovo capo di stato maggiore della Difesa, il Generale Gaby Ashkenazi, ha chiarito come sia indispensabile mettere in grado l’esercito di affrontare ogni tipo di operazione militare. È prevista così l’acquisizione di centinaia di mezzi corazzati pesanti: i carri da combattimento Merkava IV, che si sono comportati bene in Libano, ma soprattutto i mezzi da combattimento della fanteria Namer. E tutti questi mezzi saranno finalmente dotati di sofisticati sistemi di autoprotezione di tipo attivo contro i razzi e i missili controcarro.
Per l’aeronautica, il programma principale riguarda l’acquisizione di un primo lotto di 25 cacciabombardieri «invisibili» statunitensi F-35, che potrebbero essere consegnati già dal 2014, mentre il requisito complessivo per questi aerei è confermato in 100 unità. Saranno anche ammodernati gli attuali F-16 e arriverà nuovo munizionamento intelligente, in particolare armi aria-suolo. Continuerà anche l’introduzione di nuovi velivoli senza pilota con capacità migliorate.
La marina sarà potenziata con l’acquisto di due nuove fregate lanciamissili LCS statunitensi, che diventeranno le navi ammiraglie di due gruppi navali, mentre è previsto continui lo sviluppo (con l’India) del nuovo sistema di difesa antiaerea Barak 8.
Rimane cruciale il potenziamento del sistema di difesa antimissile e sarà aggiunto un ulteriore strato al sistema integrato «Homa» (muro). Si tratta di nuovi missili intercettori in grado di colpire i missili balistici nemici a grande distanza e quota. Il nuovo sistema sarà probabilmente l’Arrow 3, anche se gli Usa stanno suggerendo il proprio Thaad in alternativa. Inoltre le attuali batterie Patriot PAC-2 saranno portate al nuovo standard PAC-3. È poi in sviluppo un sistema, noto come Magic Wand, per intercettare i grossi razzi di artiglieria con gittata fino a 200 km di cui già dispone Hezbollah, mentre per fronteggiare i razzi più piccoli, compresi i Qassam palestinesi, entro due anni inizierà lo spiegamento di un sistema specifico, denominato Iron Dome.
E questa combinazione di tecnologie avanzatissime e revisione di dottrine militari restituirà a Israele quella supremazia militare compromessa dopo le recenti esperienze belliche.