Gesù è «rock» e parla italiano

Il musical sulla Passione in versione contemporanea all’Allianz teatro. In scena 20 attori

Può apparire paradossale, ma in fondo al Messia tutto è concesso. Milano ha appena smesso i panni degli anni Settanta, indossati per la Movida di due giorni dedicata al «decennio lungo del secolo breve», ed ecco arrivare in città Jesus Christ Superstar. Non un «Jesus» qualunque, però: la Compagnia della Rancia porta sul palcoscenico dell'Allianz Teatro (ex Teatro della Luna) lo storico musical simbolo della stagione sessantottina e dei primi anni Settanta in una versione aggiornata e, per la prima volta, tradotto in italiano. Insomma, dopo che tutti si sono lasciati andare alla nostalgia dei jeans a zampa d'elefante, ecco che l'opera rock dal sapore hippy risveglia i milanesi al contemporaneo. E lo fa nella lingua di Dante, che è poi la nostra, grazie al lavoro di due parolieri, Michele Renzullo e Franco Travaglio, capaci di rispettare con precisione chirurgica la metrica delle liriche inglesi composte dal grande Tim Rice. Difatti, lo stesso Rice e Sir Andrew Lloyd Webber (celebre autore delle musiche, nonché padre di musical come Evita e Cats) hanno concesso il loro benestare: non una cosa di tutti i giorni, come gli addetti ai lavori sanno bene. Il regista Fabrizio Angelini lo aveva già sperimentato proprio un anno fa: il suo «Jesus» si presentò sullo stesso palcoscenico di Assago in ambientazione contemporanea, con un Gesù tradizionalmente vestito di bianco ma dal capello corto e munito di pizzetto postmoderno. Attorno a lui discepoli agghindati casual, minacciosi romani in uniforme militare assolutamente attuale e, soprattutto, sacerdoti come Caifa e Hannah trasformati, con tanto di completo gessato, in un perfido incrocio tra il politico e il manager, a strappare assegni per Giuda e tramare ai danni del popolo. E il tormentone dell'antipolitica era ancora di là da venire. Il musical della Compagnia della Rancia fu un successo (uno dei più solidi della scorsa stagione) e siccome il noto adagio vuole immutata la squadra che vince, ecco di nuovo Simone Sibillano nel ruolo del Messia, Edoardo Luttazzi in quello del traditore Giuda e Valentina Gullace a intonare i brani più melodici come Maria Maddalena. Insieme a loro, un cast di 20 elementi e band dal vivo a scandire, con contagiosa ruvidità rock, gli ultimi giorni di vita terrena di Gesù, così come i Vangeli ce li hanno raccontati.
In una scenografia suggestiva, fatta di colonne romane e sabbia del deserto a coprire una lunga scalinata centrale, i vari quadri della Passione di Cristo - l'arrivo in Gerusalemme, il Tempio, il palazzo di Pilato, il giardino di Getsemani - si susseguono fino alla drammatica crocefissione. «Ho scelto un'ambientazione contemporanea - spiega il regista Angelini - perché una storia così non ha tempo». E deve aver «catechizzato» i due grandi sfidanti sul palcoscenico, Angelini, se il risultato canoro di Gesù/Simone Sibillano e Giuda/Edoardo Luttazzi è assolutamente fedele all'originale e, soprattutto, alla versione cinematografica del 1973, firmata da Norman Jewison. Luttazzi dimostra di aver ascoltato fino all'ossesso la storica interpretazione del grande e compianto «Giuda» Carl Anderson, mentre Sibillano ammette: «Non conoscevo bene questo musical. Sognavo altri titoli, I Miserabili o Sunset Boulevard. Oggi, dopo dieci musical interpretati sento di aver fatto la scelta più importante».
Jesus Christ Superstar
Allianz Teatro
da martedì 30 a domenica e dall'8 al 25 novembre
ingresso da 20,50 a 55 euro