«Gestione di Expo? Serve un organismo snello e autorevole»

Anche Roberto Castelli contro Paolo Glisenti. «L’Expo del 2015 è una responsabilità troppo grossa per una sola persona». E allora il sottosegretario alle Infrastrutture pensa a un organismo equilibrato, ma non sposa la linea dell’amministratore unico. «Sicuramente non mi voglio esprimere sulle singole persone», le parole del leghista al quotidiano online Affari Italiani a proposito di Glisenti, il braccio destro del sindaco Letizia Moratti a lungo candidato unico al timone della grande esposizione mondiale. «Ho sempre sostenuto - aggiunge - che la soluzione ottimale fosse trovare un organismo snello e autorevole in cui fossero rappresentati gli interessi che sono sia locali sia nazionali, ma non composto da una pletora di persone con dieci ministri come sembrava che a un certo punto uscisse. O addirittura che tutto venisse dato al Cipe, un organismo prettamente romano. Bisogna trovarne uno equilibrato. Speriamo che a settembre lo si trovi». Secondo Castelli la Moratti «è la sostenitrice della soluzione sicuramente più efficiente, ma anche meno rappresentativa, perché di fatto dava tutto a un uomo solo. E forse era anche una responsabilità troppo grossa che tutto fosse sulle spalle di una singola persona. Bisogna trovare invece un organismo che sia rapido a prendere le decisioni e composto da poche persone». Le infrastrutture? «Più che migliorarle, bisogna andare avanti a costruirle. C’è un piano decennale che contiene un po’ l’universo mondo. Siamo indietro con la rete ferroviaria, abbiamo i grandi trafori da fare e dobbiamo completare l’Alta Velocità». Ma la prima grande opera autostradale pronta «sarà la Bre-Be-Mi».