Come gestire al meglio il proprio risparmio

Carige SGR è la Società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Carige. Ha sede a Genova ed è la «fabbrica» nella quale vengono creati e gestiti gran parte dei prodotti di investimento offerti dalla rete di sportelli del Gruppo: i fondi comuni di investimento del «Sistema Carige», le gestioni individuali di patrimoni, il Fondo pensione aperto Carige, per un ammontare totale di patrimoni in gestione che a fine 2009 sfiorava i 4,5 miliardi. Abbiamo chiesto al suo Direttore Generale, Fabio Barberis, una valutazione sull'attuale situazione dei mercati finanziari.
I mercati finanziari sono stati scossi negli ultimi due anni da una crisi profonda. Possiamo considerarcene fuori e, soprattutto, quali indicazioni possiamo dare ai risparmiatori?
«La crisi attraversata dai mercati è stata effettivamente di una portata straordinaria, per ampiezza ed intensità. La seconda parte dell'anno appena concluso ha evidenziato i segnali di una ripresa che tuttavia, in presenza di una situazione ancora difficile per le economie mondiali, sarà lenta e caratterizzata da forti turbolenze.
«Riguardo ai risparmiatori, ritengo peraltro che dalla crisi possano trarre alcune indicazioni importanti. La principale è che non esistono tipologie di investimento del tutto prive di rischio: se in precedenza il concetto di rischio veniva associato soprattutto alle azioni, gli ultimi avvenimenti hanno evidenziato che anche gli investimenti in obbligazioni possono presentare oscillazioni anche significative nei prezzi in particolari situazioni di mercato».
Lo scenario che lei disegna sembra comportare prospettive negative per l'industria della gestione del risparmio. E' così?
«Al contrario. Ritengo che in tale scenario per il singolo risparmiatore sarà sempre più pericoloso avventurarsi da solo in mercati sempre più complessi con investimenti cosiddetti “fai da te”. Credo quindi che, più ancora che in passato, la sola alternativa ragionevole per investire una quota dei propri risparmi sarà quella di affidarsi a gestori professionali solidi ed affidabili».
Lei parla di solidità ed affidabilità ma alcuni intermediari finanziari sono stati investiti in pieno dalla crisi. Come può un risparmiatore riavvicinarsi con fiducia al mondo della finanza?
«Vede, credo che l'altra importante indicazione che si può trarre da quanto accaduto negli ultimi anni è che, come si sul dire, non si può fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono state, è vero, situazioni di difficoltà che hanno colpito alcuni istituti finanziari ma ci sono stati anche un numero significativo di intermediari che hanno continuato a svolgere in modo egregio il loro lavoro, operando per proteggere al meglio i risparmi dei propri clienti dalla bufera che imperversava e per ridurre al minimo il livello di rischio degli investimenti. L'esperienza ha inoltre costretto in parte a rivedere l'idea che per ottenere buoni risultati occorrano enormi patrimoni e dimensioni internazionali: in molti casi sono state proprio le società di medie dimensioni che hanno difeso al meglio gli investimenti della propria clientela, grazie a strutture snelle e maggiormente reattive ed ad una maggiore vicinanza al risparmiatore finale».
Carige SGR è fra queste?
«Ritengo di sì. Non posso negare che anche per la nostra SGR gli ultimi due anni non siano stati facili. Ci siamo trovati stretti fra andamenti fortemente negativi di tutti i mercati ed una rilevante richiesta di rimborsi da parte di risparmiatori spaventati e talvolta con stringenti esigenze di liquidità. Tuttavia, crediamo di essere riusciti a fare quello che molto concretamente promettiamo ai nostri clienti: difendere al meglio possibile gli investimenti nei momenti di difficoltà e sfruttare le opportunità di guadagno quando i mercati lo consentono.
«Nei fatti, nel corso del 2008 i risultati dei nostri prodotti hanno naturalmente risentito dell'andamento negativo dei mercati, ma hanno comunque mirato a ridurre al minimo i rischi a carico degli investitori grazie ad una attenta selezione degli investimenti. E proprio la qualità degli investimenti effettuati ci ha consentito di cogliere appieno la ripresa dei mercati nel corso del 2009, con risultati più che positivi per i nostri prodotti anche nel confronto con i mercati di riferimento».
Alla luce di tutto questo, quale indicazioni si sente di dare ai risparmiatori per questo 2010.
«Come anticipato il 2010 si presenta come un anno ancora difficile per i mercati finanziari. Gli investimenti più liquidi e meno rischiosi sono destinati ad offrire rendimenti estremamente contenuti e, parallelamente, la ricerca di rendimenti più interessanti non può che essere associata alla disponibilità ad accettare una quota di rischio.
«Il primo consiglio è dunque quello di affidarsi ad un intermediario solido ed affidabile, in grado di effettuare una attenta selezione degli investimenti e soprattutto un rigoroso controllo dei rischi.
«Il secondo consiglio resta quello della diversificazione: suddividere i propri risparmi in un numero sufficientemente ampio di investimenti caratterizzati da profili di rendimento/rischio differenziati. Anche in questo caso ritengo indispensabile avvalersi dell'attività di consulenza fornita dalla propria banca per comporre un mix di investimenti adeguato e ritagliato sulle caratteristiche e sulle esigenze specifiche del singolo risparmiatore.
«Il terzo consiglio è quello di avvicinarsi agli investimenti in misura graduale. La costruzione di un piano di investimento, il cosiddetto PAC (Piano di Accumulo) nel caso dei fondi comuni, consente da un lato di effettuare investimenti periodici di importi anche contenuti e, dall'altro, di compiere un numero rilevante di acquisti in tempi differenti evitando così il rischio di entrare sul mercato nel momento sbagliato. Una forma particolare di piano di risparmio è costituita dal fondo pensione, che costituisce soprattutto per i più giovani lo strumento ideale per costituirsi un risparmio nel tempo e far fronte alle criticità crescenti della previdenza pubblica».