Gestiva lo spaccio dal balcone In manette la nonna-pusher

Quando le hanno messo le manette addosso ha sdegnosamente rifiutato di salire in auto. E ha fatto il percorso, poche centinaia di metri da casa sua in via Capuana al commissariato di via Satta, a piedi per dimostrare che «lei» non ha paura. Un atteggiamento «premiato» da parecchi residenti di Quarto Oggiaro che le hanno tributato in strada il dovuto rispetto.
È finita così la carriera, ma non si sa fino a quando visti i precedenti, di trafficante di cocaina di Anna Luciani, 61 anni, per questo chiamata «Vecchia» o, più affettuosamente, «Nonna», già finita in carcere per un anno nel ’96. Lei ha sposato un noto esponente del clan Sabatino e ha avuto due figlie, poi maritate ai «ragazzi» Carvelli, altra famiglia di rispetto. Creando appunto un nuovo gruppo che ha assunto il controllo delle piazze strategiche di Quarto Oggiaro: via Traversi, piazzetta Capuana e via De Pisis. Un giro vorticoso che, secondo gli investigatori del distretto, diretti da Angelo De Simone, fatturava circa 10mila euro al giorno.
Il conto è presto fatto: la «Vecchia» preparava il cosiddetto «pacco», involucri di 26 bustine da mezzo grammo da vendere rigorosamente a 40 euro l’una. E solo in via Traversi riuscivano a piazzarne 6 o 7 a serata. Del resto il prodotto era di ottima qualità: 92 per cento di cocaina. Basti pensare che fino a un paio di anni fa si spacciavano i «quartini» (0,25 ma anche 0,20 grammi) con il 30, massimo 40 per cento di sostanza, a 30 euro. La «Nonna» aveva associato nell’affare, Mario Carvelli, 42anni, cognato di una delle sue figlie, uscito di galera con l’indulto il 3 marzo, dopo 15 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Pur trattandosi di personaggi dal «pedigree» di tutto rispetto non è stato facile mettere loro il sale sulla coda. La struttura era rigidamente piramidale, con capi (appunto Carvelli e la «Vecchia») e dodici tra colonnelli (i vice), «paletti» (le sentinelle, che avevano a memoria le targhe delle auto civetta del commissariato), cavalli e cavallini (i nomi dei pusher in base all’importanza) tra cui due minorenni. Tutti ugualmente finiti in manette. Infine gli imboschi della droga, studiati dalla «Nonna»: diabolici, tanto che alla fine i poliziotti sono riusciti a recuperare «solo» mezzo chilo di roba.