«Gesto inutile, per purificare basta l’acqua»

da Milano

«Mi spiace per Calderoli, ma è fuori strada se è convinto di bloccare la moschea portando a passeggio per le strade di Bologna un maiale». Sergio Noja Noseda, già professore di lingua araba alla Cattolica e studioso dell’Islam, è tranchant, almeno quanto il leader leghista.
Professor Noja Noseda, Calderoli vuole compiere un gesto dissacrante.
«Sì, ma non centra il bersaglio».
Perché?
«Perché il musulmano offende Allah quando mangia la carne di maiale, ma il maiale in sé non è un animale impuro o infetto o, peggio, cattivo. Il problema semmai è un altro».
Quale?
«Si può ipotizzare che il maiale faccia i suoi bisogni andando a zonzo con Calderoli».
E allora?
«La pipì, di maiale, di cane o di uomo, è impura. E allora dev’essere lavata. Basta una passata d’acqua e il problema dovrebbe essere risolto. Sarà sufficiente un po’ d’acqua per purificare il terreno e dimenticare in fretta la provocazione di Calderoli. Ma ripeto, in sé il maiale non è un essere immondo; semmai, come il cane e a differenza del gatto che è pulito, è antipatico proprio per la facilità con cui sporca, dunque basta attrezzarsi contro le conseguenze del suo comportamento per superare la difficoltà. Completamente diverso, invece, è il discorso se ci si siede a tavola».
Qui è il Corano a porre il divieto?
«Sì, il Corano vieta senza mezze misure i pasti a base di carne di maiale. Credo che questa proibizione derivi dalla cultura ebraica. In ogni caso, chi vìola la disposizione va contro Allah. Ma solo in quel caso. La legge musulmana spiega solo come rendere puro l’ambiente sporcato dalla pipì. Di uomo o di animale. E proprio per evitare contaminazioni è nato il cosiddetto cesso alla turca».