Gestori in rosso: da gennaio «persi» 17 miliardi

da Milano

Raccolta in rosso per 2,3 miliardi a novembre nell’industria dei fondi in Italia, una fuga che si è tradotta in un’erosione del patrimonio che dopo mesi di crescita è tornato a posizionarsi a 605 miliardi (meno 0,25%).
Questa la fotografia definitiva scattata da Assogestioni al sistema del risparmio gestito che, a conti fatti, da inizio anno accusa una raccolta netta negativa per oltre 17 miliardi (più 4,84% gli asset in gestione). Tornando a novembre i riscatti, pur complessivamente inferiori rispetto a ottobre (meno 3,622 miliardi), si sono concentrati sui fondi azionari che hanno chiuso in calo di 1,79 miliardi (meno 757,9 milioni a ottobre) e sugli obbligazionari (meno 1,346 miliardi da meno 2,478 miliardi).
I fondi bilanciati hanno invece lasciato sul terreno 256 milioni a fronte di asset in calo a 42,2 miliardi. Ancora positivi, per contro, lo scorso mese sia i fondi flessibili (più 377 milioni) sia i fondi hedge (più 1,18 miliardi).
Significativa l’accelerazione della raccolta dei flessibili, caratterizzati per la discrezionalità di cui gode il gestore nella diversificazione del portafoglio, che hanno raddoppiato gli afflussi rispetto a ottobre, quando il saldo era stato positivo per 490 milioni. Da gennaio sono, tuttavia, gli obbligazionari ad aver accusato l’emorragia più consistente (meno 27,9 miliardi). Quando si guarda al domicilio, il primato negativo spetta però ai fondi italiani (meno 39,8 miliardi). Che a novembre hanno, infatti, visto fuggire altri 3,7 miliardi a fronte degli 1,4 miliardi incassati dai cosidetti roundtrip (i fondi esteri istituiti da intermediari italiani) e al minideflusso (meno 6,6 milioni) degli esteri.
Migliora, infine, la situazione per i fondi di fondi italiani e i fondi esteri che restano però negativi per 3,7 miliardi e 6,6 milioni.