Gevi «chiude» con Mv Agusta

da Milano

Prima Ducati e quindi Mv Agusta. In 48 ore si sono delineati i nuovi assetti di due storiche case motociclistiche italiane. Dopo l’accordo che ha visto il gruppo Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi, assumere il comando della Ducati, ieri è stata la finanziaria genovese Gevi ad annunciare di aver rilevato il pacchetto di maggioranza della Mv Agusta Motor, precedentemente in mano ai malesi di Proton. L’accordo è stato perfezionato il primo marzo a Varese e ha comportato, tra l’altro, un apporto di nuovi mezzi finanziari per 15 milioni, tramite l’aumento del capitale a oltre 72 milioni. In conseguenza di tale aumento, Gevi detiene una quota del 65%. Grazie all’operazione, realizzata con il sostegno del sistema bancario, il gruppo Mv Agusta ha ora un’ulteriore possibilità di sviluppare la crescita, che nel 2005 ha registrato un incremento del 20% circa. E come è avvenuto alla Ducati, dove Federico Minoli è stato confermato al vertice della casa bolognese, anche Gevi ha rinnovato la fiducia a Claudio Castiglioni, mentre per la carica di amministratore delegato è stato scelto Antonio Di Pasquale, ex direttore finanziario del gruppo L’Espresso e della Mondadori, nonché consigliere della società Biraghi.
Intanto, in occasione della Star Conference che si è svolta ieri in Borsa, il presidente della Ducati, Minoli, ha tracciato gli obiettivi dell’azienda che conta di mettere a segno una ripresa dei risultati finanziari e delle vendite nel 2007. Determinanti, in proposito, saranno il lancio di nuovi modelli e la solidità finanziaria assicurata dal gruppo di Andrea Bonomi. Secondo Minoli, il 2005 è stato un anno negativo e anche il 2006 sarà di stasi. In particolare, la casa motociclistica punta a far crescere sempre più le vendite negli Usa che nel 2007 dovranno diventare il primo Paese mentre, attualmente, le vendite lì realizzate rappresentano il 20,5% del totale. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno le consegne sono cresciute del 50 per cento. Per quanto riguarda i risultati di bilancio, Ducati punta a realizzare quest’anno un fatturato di 310 milioni rispetto ai 320,8 del 2005 per arrivare, a lungo termine, a quota 400 milioni di euro. Il risultato netto, che nel 2005 è sceso del 13%, calerà nel 2006 di un ulteriore 3%, con un rosso intorno a 9 milioni di euro e la previsione di ottenere un utile netto di 24-26 milioni nel medio-lungo termine. Le consegne, invece, scenderanno a 32mila unità nel 2006 per riprendere poi quota grazie anche all’introduzione di nuovi modelli, a 40mila unità.