Gf, Totti dà lezioni di seduzione

Interpretazione leggendaria dalla Marcuzzi. Il pupone nella casa di Cinecittà sfodera foglietti e fa uno show degno di un attore. "Ascetico? E che vor dì? Datece n' Garzanti..."

Ha ragione De Laurentis, presidente del Napoli e produttore cinematografico: Francesco Totti deve fare l’attore. Ieri sera debutto nel Grande fratello, interpretazione leggendaria, Totti faceva Totti, gli veniva benissimo; di fronte a lui Francesco Botta romano romanista, il Nando Mericoni del Gf, innamorato della bionda Kristine ma pazzo vero del Capitano. E così lo spettacolo ha preso sangue e corpo, cosa che da tempo immemore non accadeva. C’è voluto non un calciatore qualunque, non un campione in quanto tale, un Fenomeno, un Imperatore, un Invincibile. C’è voluto Francesco Totti in edizione originale, senza inganno.

Prima si è prestato al copione, come gli capita all’inizio delle partite, nel momento dello scambio di gagliardetti e della foto ufficiale, poi ha preso in mano il gioco ed è diventato il protagonista assoluto, distribuendo battute come assist d’oro, mentre la Marcuzzi si piegava sui suoi trampoli, scompisciandosi dalle risate e tutta la compagnia della casa non credeva alla sorpresa prepasquale.
Totti, dunque, a scompaginare la fiction, il finto reality con i suoi trucchetti da repertorio. Totti ha dovuto spiegare al Botta Francesco l’arte della seduzione, pensate un po’ da che pulpito. Ha tirato fuori un foglietto giallo e ha incominciato a leggere i cinque punti del codice. «Devi inginocchiarti e fare uno sguardo contrito».

Quest’ultimo aggettivo ha creato il primo panico, tra i due Franceschi uniti nell’incertezza. Contrito? Ecchè vor dì? ha chiesto Botta, cinque lettere come il capitano. E Totti: «Nun melo domannà amme!» ha implorato mettendo la palla in calcio d’angolo. Contiro? Arrapato, forse. «Nun le serve ‘a pasticca!». È passato a un’altra richiesta: «Dille che per il suo amore eterno non andrai più allo stadio», no questa nungliela faccio, la levo io.

Il culmine è arrivato con il comandamento numero 5: «Rivolgiti a lei con fare ascetico. Nantra parola difficile, chedè? Sciatica? Datece n’ Garzanti! Dille che sarai pronto a non fare all’amore per dieci anni! Aho, come Kakà, vergine fino al matrimonio!». Risate. Totti nella casa trasformata in spogliatoio o curva, mancava la ola, ricchi premi e cotillons per Botta, la maglietta giallorossa numero 10, il pallone con le firme, la notizia che la Roma ha strapazzato il Real Madrid il coro poporopopò!.

Totti prima del saluto finale si è fermato sulla porta: «Tieni duro Francè», rivolto al Botta e forse a se stesso. Ha ragione De Laurentis, abbiamo un attore e non lo sappiamo. Ha torto Donadoni, abbiamo un campione e non gioca in nazionale.