Ghanese picchiato Condannati gli otto vigili urbani

Parma In tutto, trentotto anni di condanne. Sono stati tutti condannati gli otto vigili imputati di sequestro di persona, lesioni, insulti razzisti e minacce a Emmanuel Bonsu, lo studente ghanese di 25 anni che il 29 settembre 2008 fu arrestato per errore perché scambiato per il palo di un pusher. La pena più pesante è per Pasquale Fratantuono: sette anni e nove mesi, con interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. È lui l’agente che compare nella fotografia che fu trovata nel corso di indagini sul suo computer di servizio: era assieme al giovane Bonsu, il quale aveva l’occhio sinistro vistosamente tumefatto.
Sette anni e sei mesi di carcere, invece, per Simona Fabbri, commissario capo della Municipale di Parma e vice comandante del Corpo all’epoca dei fatti. Sei anni e otto mesi per Stefania Spotti, ispettore capo della Municipale, con compiti di coordinamento dell’operazione antidroga che portò all’arresto del giovane ghanese, oltre all’interdizione in perpetuo ai pubblici uffici. Tre anni e sei mesi per Mirko Cremonini, l’agente che con Fratantuono condivideva l’aggravante razziale nel corso del processo; per lui interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Tre anni e quattro mesi per l’agente Marco De Blasi, anche lui interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni; quattro anni e nove mesi per Andrea Sinisi, interdetto per di cinque anni; quattro anni e sette mesi per Giorgio Albertini, anche lui interdetto per un lustro.
La pena più lieve è per Graziano Cicinato, l’unico agente nei confronti del quale il tribunale di Parma ha pronunciato assoluzioni per la maggior parte dei capi di imputazione contestati: solo due anni, con pena sospesa per la condizionale.
Molto delusa la parte civile, che rappresentava la famiglia Bonsu, che si è vista sì riconoscere un diritto al risarcimento del danno e una provvisionale di 135 mila euro, ma si è vista respingere dal tribunale la richiesta di considerare il Comune di Parma responsabile civile per quanto accaduto al ragazzo. Significa che la provvisionale e gli eventuali danni ulteriori che dovranno essere determinati nel corso di un procedimento civile non sarà pagata dall’Amministrazione cittadina di parma in solido con gli imputati, ma da questi ultimi solo. La difesa della famiglia Bonsu non ha voluto parlare subito dopo la pronuncia della sentenza, ma è più che probabile il concorso in appello. Appello che sembra scontato da parte della maggior parte degli imputati letteralmente annichiliti dalla consistenza delle pene.