Gheddafi incontra Zuma: "Pronto a trattare" Ma il rais è deciso "a non lasciare il suo Paese"

Il presidente sudafricano Zuma ha incontrato il Colonnello in qualità di rappresentante dell'Unione africana. Gheddafi è disposto ad accettare la <em>road map </em>per uscire dal conflitto, a cominciare dal &quot;cessate il fuoco&quot; che deve includere tutte le parti in causa. Bengasi respinge ogni trattativa. E la Nato continua a bombardare

Tripoli -  Il leader libico Muammar Gheddafi è pronto a mettere in pratica la road map proposta dall’Unione africana (UA) per porre fine alla crisi in Libia: lo ha annunciato il presidente sudafricano Jacob Zuma, al termine del suo incontro con il colonnello a Tripoli. Gheddafi è "pronto ad attuare il percorso di pace dell’Ua", a cominciare dal cessate il fuoco che deve includere, a suo avviso, "tutte le parti in causa", compresa la sospensione dei bombardamenti della Nato. Zuma ha indicato di avere avuto una "discussione dettagliata" con il colonnello che ha chiesto che "sia data ai libici l’opportunità di discutere tra loro" il proprio futuro, in modo da trovare una soluzione alla crisi nel paese. Il leader libico, però, "ha sottolineato che non pronto a lasciare il Paese, nonostante le difficoltà", si legge in un comunicato diffuso oggi da Zuma in cui si afferma inoltre che "la sicurezza del colonnello Gheddafi è motivo di preoccupazione". La road map dell’Unione africana è stata già respinta dal Consiglio nazionale di transizione di Bengasi che non intende negoziare alcun accordo senza un preventivo addio al potere di Gheddafi e della sua famiglia.

I raid della Nato vanno avanti Intanto non si fermano i bombardamenti. La Nato ha condotto questa notte nuove incursioni aeree su Tripoli, Tajura e Al Jafra, a 600 chilometri a sud della capitale: lo ha riferito la televisione di Stato libica, citando una fonte militare. Secondo un giornalista dell’Afp le prime esplosioni nella capitale sono state udite intorno alla mezzanotte. 

Nasce l'esercito di liberazione nazionale Il Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi, il governo-ombra istituito dai ribelli libici per amministrare le zone liberate della Cirenaica, ha annunciato che il proprio braccio militare d’ora in poi si chiamerà, sebbene solo a titolo "temporaneo", Esercito di Liberazione Nazionale. "Il Consiglio", recita un comunicato ufficiale, "auspica che questa denominazione temporanea contribuirà a meglio definire gli sforzi militari, sempre più professionali e disciplinati, per sconfiggere il regime di Gheddafi". In realtà, gran parte delle file delle milizie insurrezionali sono tuttora composte da combattenti giovani, senza esperienza e privi di idoneo addestramento, con armi ed equipaggiamento di entità molto modesta rispetto a quelli delle forze governative.