«Gheddafi? Non ha ancora fatto nulla»

Roma«L’accordo con la Libia è stato sottoscritto ma è vero che manca ancora la ratifica definitiva del Parlamento. È auspicabile che il governo venga sollecitamente messo nelle condizioni di un pieno adempimento di quell’accordo con il via libera delle Camere».
Sottosegretario Alfredo Mantovano ritiene che la Libia potrebbe fare di più?
«Purtroppo mi pare che sulla base dei numerosi e continuativi sbarchi si possa dire che la Libia nonostante l’accordo non stia facendo proprio nulla. Certamente una volta siglato l’accordo era previsto che ci fosse un impegno immediato che al momento però non è partito»
E gli sbarchi non cessano.
«Non si tratta neanche più di sbarchi. Le imbarcazioni si fanno recuperare in mare lanciando Sos e noi dobbiamo correre in aiuto, mobilitando anche la marina militare con notevole dispendio di mezzi e di uomini. La modalità dell’Sos non è nuova ma prima era un’eccezione mentre ora è diventata la regola. Anche perché siamo in inverno e quelle imbarcazioni non sarebbero in grado di percorrere l’intero tratto e raggiungere le coste».
Cambiano ciclicamente le popolazioni migranti, cambiano i punti di approdo e le modalità di ingresso clandestino. Si ha la sensazione però che di fronte alle ondate migratorie quello del contrasto alla clandestinità sia un tentativo destinato soltanto ad arginare il fenomeno mai a fermarlo.
«È vero che le coste libiche sono più ampie ma ricordo che anche quello con l’Albania sembrava un accordo impossibile e fermare gli arrivi degli albanesi un’impresa disperata. Poi con la ratifica definitiva dall’agosto del 2002 gli sbarchi sono cessati come d’incanto».
Con la Libia però le cose sembra stiano andando diversamente...
«L’ipotesi che al momento stiano tergiversando perché manca il via libera definitivo è possibile. Ed è possibile anche che qualcuno voglia giocare al rialzo. Comunque sia a questo punto è bene eliminare ogni possibile alibi per la Libia con un’approvazione rapida da parte del Parlamento».
Potrebbe esserci un problema di copertura finanziaria?
«Se una delle ragioni alla mancata ratifica fosse la copertura finanziaria invito le Camere a valutare quando ci costa l’emergenza arrivi che stiamo fronteggiando: salvataggi in mare, assistenza sanitaria, accoglienza dei clandestini, ovviamente rifocillati e rivestiti prima di essere spostati in altri centri. E questa è soltanto l’emergenza. Poi c’è la sistemazione nei centri, l’identificazione, l’accertamento della sussistenza delle condizioni necessarie a concedere il diritto d’asilo o invece il foglio per l’espulsione e il rimpatrio».
Pensa occorrano norme più severe?
«Non intendiamo adottare norme estreme come hanno fatto la Spagna e la Grecia. Oltretutto in Italia l’opposizione ha già alzato le barricate per normalissime interventi di contenimento, come un maggior rigore sui ricongiungimenti familiari e il censimento dei nomadi. In Europa poi è necessario individuare linee comuni di contrasto almeno tra i paesi maggiormente esposti».