Gheddafi a Parigi pianterà la tenda accanto all’Eliseo

Il leader libico, che il 10 dicembre arriva in Francia in visita ufficiale, si rifiuta di alloggiare in albergo

da Parigi

Gheddafi l’ha spuntata. Dopo qualche esitazione, le autorità francesi hanno accettato di fargli piantare la sua tenda dalle parti dei Campi Elisi. Il leader libico arriva il 10 dicembre in Francia (proveniente da Madrid) per la sua prima visita ufficiale degli ultimi 34 anni, caratterizzati tra l’altro da alcune fasi di vivissima tensione con Parigi a proposito della situazione in Ciad. Acqua passata. L’acqua del futuro è quella del Mediterraneo, che la Libia intende rendere potabile grazie a un imponente impianto di desalinizzazione, mosso dall’energia di una centrale nucleare, che sarà venduta chiavi in mano dal gruppo francese Areva. Se ne parlerà (assieme alle esportazioni di armi francesi) nei prossimi colloqui, che hanno però rischiato di fallire per la questione dell’alloggio di Gheddafi.
Di solito la Francia ospita i capi di Stato in un palazzo situato a poche decine di metri dall’Eliseo: il cosiddetto Hôtel Marigny, dove stucchi, marmi e broccati fanno concorrenza all’adiacente dimora presidenziale. Agli altri leader del mondo questa soluzione è sempre andata bene, ma per Gheddafi è diverso. Lui non può fare a meno della sua tenda da beduino, in cui riceve gli ospiti a Tripoli e grazie a cui - si racconta - avrebbe salvato la pelle 22 anni fa, all’epoca dei bombardamenti ordinati dal presidente Ronald Reagan su alcune aree strategiche del territorio libico. Anche con Washington la musica è cambiata: ieri l’agenzia libica Jana ha annunciato che il presidente Gorge W. Bush ha espresso l’auspicio di lavorare con Gheddafi per portare la pace nel mondo. L’agenzia aggiunge che il messaggio è stato inviato in occasione della festività islamica del Sacrificio.
A fine luglio Sarkozy è stato a Tripoli per vedere Gheddafi dopo la liberazione delle «infermiere bulgare», ingiustamente trattenute da anni in Libia. Lo ha invitato a Parigi, e non sembravano esserci problemi logistici per il viaggio. Ma in novembre l’ambasciata libica ha fatto conoscere le condizioni di Gheddafi: spazio per una tenda, ospitalità per le 40 «amazzoni» della guardia del corpo presidenziale e viaggio in auto da Madrid alla capitale francese. Su questo punto i servizi di sicurezza transalpini hanno tenuto duro: un viaggio del genere è troppo pericoloso. Per il resto nessuno ha osato scontentare un leader che arriva per firmare contratti commerciali a ripetizione. Dunque Gheddafi potrà portare con sé la vasta delegazione, comprendente le sue soldatesse armate e forse qualche cammello, e anche piantare la tenda.
Dove? Non tutti i dubbi sono chiariti, ma sembra proprio che l’accampamento sorgerà nel giardino interno dell’Hôtel Marigny. Una soluzione deludente per i funzionari libici che speravano di ottenere uno spazio più ampio. Il Quai d’Orsay ha provato ad accontentarli. Ha contattato una grande agenzia, specializzata nell’alloggio per il personale diplomatico straniero, ma nessuno è in grado di offrire per qualche giorno un palazzo di lusso nel centro della capitale, dotato di un giardino in cui piantare una tenda da beduino e magari altre installazioni temporanee. I posti ci sono, ma sono occupati dai ministeri e dalle grandi ambasciate, come quella d’Italia, che qualche mese fa ha allestito in giardino un grande tendone per ospitare un ricevimento targato Fiat.