Gheddafi a Roma con l’harem in affitto: 500 ragazze belle, alte ma senza mini

In genere è protetto dalle Amazzoni, le sue guardie del corpo, rigorosamente tutte donne. Ma questa volta il leader libico Muammar Gheddafi non è preoccupato della sua sicurezza ma del suo divertimento. È questa la ragione per la quale il Colonnello - a Roma per il vertice Fao - ha deciso di avviare una ricerca per trovare giovani e belle donne «per fare alcuni scambi di opinione e donare omaggi libici». Una richiesta del tutto insolita, ma non per il leader libico, famoso per le sue stranezze, che anche in questa circostanza non smette di stupire.
«Cercasi 500 ragazze, piacevoli, tra i 18 e i 35 anni, alte almeno un metro e settanta, ben vestite. Ma rigorosamente non in minigonna o scollate». Gheddafi vuole donne di classe per trascorrere le sue serate romane. Un esercito di bellezze «made in Italy», una sorta di harem in stile dolcevita che ha scatenato il coinvolgimento di agenzie di reclutamento di hostess per convegni. La ricerca ha già portato i suoi frutti: le prime 200 ragazze hanno partecipato ieri alla prima serata di gala, altre 250 lo faranno oggi e domani sera: alle giovani - chiamate a presentarsi ieri sera di fronte ad un noto hotel romano per poi essere trasferite in una villa della capitale con i pullman - sarà offerto un «presente». Sicuramente - secondo quanto si è in grado di apprendere - uno dei cadeaux sarà un corano. Poi pare ci sia anche un altro regalino a scelta del colonnello. E infine un cachet da 50 euro netti.
Il Colonello, che ieri è sbarcato a Roma scortato come sempre dalle amazzoni, è al suo terzo viaggio negli ultimi sei mesi in Italia. A giugno, venendo a Roma per la sua prima visita ufficiale dopo la ritrovata amicizia con Roma, aveva scelto una scenografia d’effetto, presentandosi con una foto del Leone del deserto, martire del colonialismo italiano in Libia, appuntata sul petto della sua divisa delle grandi occasioni. E aveva voluto montare la sua irrinunciabile «tenda» in uno dei polmoni verdi romani, Villa Pamphili. Ma non solo. Aveva dominato la scena capitolina per tre giorni, facendosi sempre attendere e chiedendo incontri con imprenditrici, donne della politica e della società civile. Tutto in pieno stile libico. Ma nel segno dei nuovi rapporti inaugurati con l’Italia.