Gheddafi: "Da Roma niente basi per attaccarci"

Il Colonnello: l'Italia non concederà l'utilizzo delle basi militari agli Usa per attacchi contro Tripoli. Palazzo Chigi: "L’accordo fa salvi tutti gli impegni
assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della
legalità internazionale"

Roma - L’Italia si impegnerà a non concedere l’utilizzo delle basi militari sul suo territorio nè alla Nato nè agli Stati Uniti in caso di una futura aggressione contro la Libia. È questo uno dei punti più importanti del Trattato di Amicizia annunciato dal leader libico Muammar Gheddafi domenica a Bengasi nel discorso per i 39 anni della rivoluzione e rilanciato dall'agenzia Jana, sottolineando l’insistenza della Libia per includere nel testo l’articolo, memori del precedente del 1986, quando i libici lanciarono due missili Scud contro Lampedusa per ritorsione contro l’attacco degli americani che avrebbero usato proprio l’isola per sferrarlo. Nell'articolo 4 del trattato la Libia sottolinea l’importanza del "rispetto dei principi di legittimità internazionale, in modo che l’Italia non userà o permetterà l’uso dei suoi territori in ogni azione ostile contro la Libia".

"La Sesta flotta americana prese parte all'aggressione" contro la Libia, "specialmente contro la città di Bengasi. I jet che bombardarono l'aeroporto Bnina erano della Sesta flotta, che ricevette ordini (dalla base Nato, ndr) di Napoli e fu diretta con i radar da una stazione nell'isola di Lampedusa, 300 chilometri a largo delle coste libiche", ha detto il Colonnello.

Palazzo Chigi: l'accordo rispetta tutti gli impegni precedenti "In relazione a quanto riportato oggi dall’agenzia di stampa libica Jana, circa il trattato firmato sabato scorso tra l’Italia e la Libia, si precisa che l’accordo fa, come è ovvio, salvi tutti gli impegni assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della legalità internazionale". È quanto scritto in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Frattini: pronti a riferire alle Camere "Abbiamo specificato con grande chiarezza che ci sono trattati internazionali che sono multilaterali, che restano ovviamente". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ai giornalisti che gli chiedevano di commentare le parole del leader libico Gheddafi. "C'é l'accordo con la Libia che prevede un reciproco impegno a non esercitare azioni di aggressione, cosa che l'Italia esclude categoricamente di poter fare", ha aggiunto Frattini. Secondo il titolare della Farnesina, non si possono rimettere in discussione "tutti i trattati degli ultimi 20 anni". E al Pd che ha chiesto al governo di riferire in Parlamento, Frattini ha replicato: "Il governo non si oppone mai alle richieste di audizione in Parlamento. E' evidente che la precisazione di questa sera della Presidenza del Consiglio chiarisce, e in questi termini riporteremo in Parlamento".

Storica visita della Rice in Libia Il segretario di stato americano Condoleezza Rice si recherà questa settimana in Libia per una visita storica: la prima in oltre mezzo secolo di un ministro degli esteri Usa. "E' una visita storica - ha detto il portavoce del dipartimento di stato Seam McCormack nell'annunciare la visita - che apre un nuovo capitolo nei rapporti tra Stati Uniti e Libia". La Rice farà soste anche in Tunisia, Algeria, Marocco e Portogallo. La visita della Rice in Libia segna una nuova fase nel processo di riavvicinamento tra Washington e Tripoli, avviato dopo che nel 2003 la Libia aveva deciso di rinunciare al suo programma nucleare. La Rice si incontrerà anche Gheddafi. L'ultima visita in Libia di un segretario di stato Usa si era svolta nel 1953 con un viaggio a Tripoli di John Foster Dulles.