«Per Gheddafi serve il trattamento Bin Laden»

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, assicura che tutti gli ultimi arrivati a Lampedusa «sono profughi non rimpatriabili, partiti dalla Libia a causa della guerra». E senza contraddire il titolare del Viminale, il sindaco dell’isola, Bernardino De Rubeis, si lascia andare a uno sfogo che illustra bene la situazione di Lampedusa: «Così come hanno trovato una soluzione al problema Bin Laden, l’Europa o gli Stasti Uniti facciano lo stesso con Gheddafi in Libia. Lo so che sono parole dure, ma noi siamo ormai vicini alla disperazione». «Prima - spiega De Rubeis - era Gheddafi a bloccare la partenza dei profughi, adesso è lui stesso a farli imbarcare. Ed è disposto a fare morire centinaia di innocenti pur di raggiungere il suo scopo».
E d’altra parte Maroni, che ha ricordato che «il flusso dei clandestini si è praticamente fermato grazie all’accordo da me firmato il 5 aprile con Tunisi», non può essere smentito. Ma a Lampedusa la situzione è di nuovo difficilissima. Sabato sull’isola secondo l’organizzazione umanitaria Save the Children c’erano 1.034 le persone identificate, tra cui 91 minori non accompagnati e 14 con familiari. Durante la giornata di sabato ci sono stati due sbarchi per un totale di 833 persone di cui 101 donne e 17 bambini. Ad essi si aggiungono i 798 arrivati nella notte fra sabato e domenica, nonché i 528 tratti in salvo a seguito del naufragio sugli scogli.
Insomma, torna l’emergenza. Tanto che a Lampedusa è arrivato anche il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che ha voluto rendersi conto di persona dell’ultima emergenza. Ma anche e soprattutto ha cercato di placare la rabbia di De Rubeis, che fino a ieri mattina diceva: «Toglieremo la disponibilità dell’area marina protetta e della Stazione marittima alla Protezione civile per ospitare ulteriori profughi».
Ieri sera, mentre la Guardia di Finanza avvertiva che per la notte non erano previsti nuovi arrivi, dall’isola è partita la nave-traghetto «Flaminia», che porterà a Cagliari, Napoli e Livorno circa 1.400 degli stranieri sbarcati e accolti nei giorni scorsi a Lampedusa. Nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa, quindi, dovrebbero restare oltre un migliaio di immigrati che però dovrebbero essere imbarcati oggi sulla «Excelsior», che già ieri era in rada in attesa di dare il cambio alla Flaminia.
Ma le rotte dell’immigrazione si adattano rapidamente alle circostanze. Ieri mattina nella Locride, nella Calabria meridionale jonica, è scattato l’allarme clandestini quando alcuni stranieri sono stati visti percorrere a piedi la statale 106 nel territorio di Africo. Immediato l’intervento di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Costiera, che hanno bloccato 29 uomini di età compresa fra i 20 e i 30 anni. Si tratta di 24 pakistani e 4 indiani che erano stati fatti sbarcare sulla cosiddetta Riviera dei gelsomini da un natante veloce che si è subito allontanato e che per il passaggio avrebbero pagato duemila euro a testa.