Gheddafi torturava gli oppositori con l’appoggio degli 007 inglesi

I servizi segreti di Londra avevano una relazione anche troppo speciale con i colleghi della Libia di Gheddafi. È una storia molto imbarazzante quella che sta emergendo dai documenti top-secret ritrovati nei palazzi del potere di Tripoli abbandonati e saccheggiati dopo il crollo del regime. In sostanza gli 007 di Sua Maestà erano ben felici di fornire informazioni cruciali sugli oppositori politici in esilio del Colonnello in cambio di sostegno nella guerra al terrorismo condotta dall’allora premier Tony Blair in accordo col presidente americano George W. Bush.
Una lettera scritta da un ufficiale del servizio segreto esterno britannico svela il coinvolgimento di Londra nella cattura di Abdel Hakim Belhaj, all’epoca leader di un gruppo islamico combattente e in seguito spedito in Libia dove sarebbe stato torturato. Per inciso Belhaj comanda oggi le forze ribelli a Tripoli. Non è tutto: secondoil Sunday Times i servizi segreti libici ricevettero da Londra abbondanti informazioni su 50 libici in esilio in Gran Bretagna, mentre quelli britannici chiedevano a Tripoli di essere informati sui risultati di interrogatori condotti in Libia con metodi certamente brutali.
Nelle carte si parla anche di Basset al-Megrahi, lo stragista di Lockerbie che fu liberato «per ragioni umanitarie» da una prigione scozzese dopo che diplomatici britannici avvertirono da Tripoli del rischio di «gravi conseguenze» minacciate da Gheddafi se fosse morto in carcere.