Gheddafi tuona contro i nemici della rivoluzione

Tripoli. In occasione delle cerimonie a El Beida, in Cirenaica, per il 37° anniversario della Rivoluzione Verde che nel 1969 abolì la monarchia, il colonnello Gheddafi ha minacciato di morte i nemici della rivoluzione e chiunque tenti di cambiare il sistema politico della grande Jamahiriya libica. In un discorso tenuto giovedì nella città che sorge vicino al villaggio di Omar el Mukhtar, l’eroe della resistenza impiccato dai fascisti, Gheddafi ha detto: «Il potere deve restare al popolo e dobbiamo essere pronti ad abbattere i nemici della rivoluzione che vogliono cambiare il sistema». L’osservazione è suonata come una secca smentita al discorso del figlio Seif el Islam, in cui il 20 agosto il «delfino» ha tuonato contro l’assenza di leggi nel Paese che hanno creato «un caos totale a beneficio di una mafia corrotta di funzionari che tenta di ostacolare le riforme» e ha sollecitato una Costituzione che duri 100 anni per dotare la Libia di una «vera democrazia».