Con Ghini un Garibaldi pieno di vita

Di spettacoli ispirati ad eventi storici ne abbiam visti tanti. Soprattutto da parte degli Stabili che, fino agli anni Settanta, si facevano un dovere di programmare nel corso della stagione la cosiddetta «novità italiana» spesso e malvolentieri ispirata a sconvolgenti episodi della storia patria. Eventi, questi ultimi, che pur grondanti buone intenzioni ancor oggi assumono nel ricordo l'identità di sforzi inutili se non addirittura dannosi.
Tanto è vero che eravamo assai dubbiosi sulla riuscita di questo Cannibardo e la Sicilia appena varato dallo Stabile di Catania in coda alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia. Siamo invece rimasti gioiosamente stupiti per il tono, tra allegro e scanzonato, ma non esente da salutari punture al vetriolo, di questo esempio di teatro cabaret sui generis allestito per l'occasione in plein air. Dove, sulla scorta di alcune dichiarazioni riprese in video da Andrea Camilleri che, con pacata determinazione si colloca sulle orme di Sciascia prendendo decisa posizione a favore dell'Eroe dei due Mondi prima tradito e poi abbandonato dal terribile duo formato da Cavour e da Vittorio Emanuele, viene puntato il dito sull'ingiustizia subita dai siciliani a tutto detrimento dei Savoia.
Allietato da due ottimi musicisti che, chitarre e mandolini alla mano, appaiono come i deus ex-machina della serata, tre attori di straordinaria vis comunicativa come il sorprendente Massimo Ghini e lo spiritoso duetto dei suoi contendenti Mimmo Mignemi e Vincenzo Crivello, lo spettacolo per fortuna si sottrae con un bel colpo d'ala all'usura dei vetusti esempi di teatro cronaca. Informandoci in una serie di assoli in bilico tra il music hall e la satira di costume su certi tragici eventi in genere dribblati dai libri di storia. Così il dramma, fortunatamente appena sfiorato, di Aspromonte si sposa all'ingiustizia retributiva della Real Casa nei confronti sia delle masse contadine che dello stesso Garibaldi. Il quale, come si sa, ossequiente alle direttive del Re Galantuomo, rifiutò con rammarico l'invito di Lincoln a mettersi a capo delle truppe nordiste nel conflitto civile americano. Facendo assumere alla figura del biondo nizzardo la dolorosa connotazione di vittima degli eventi.

CANNIBARDO E LA SICILIA - di Andrea Camilleri Teatro Stabile di Catania. Regia di Giuseppe Dipasquale, con Massimo Ghini, Mimmo Mignemi, Vincenzo Crivello. Catania, Teatro Verga, fino al 31 agosto.