Ghini il rosso: «Meglio Romano nonostante il tono da parroco»

«Non mi do mai voti ma credo sia andata bene. E sui fatti ho vinto la sfida 6-0, 6-0»

Luca Telese

da Roma

Massimo Ghini: attore amatissimo, ma anche cuore rosso di antica data. È stato militante della Fgci, consigliere comunale nel Pds, ieri lo abbiamo sorpreso sul set di una fiction.
Ghini, l’ha appassionato il duello questa volta?
«Caspita. Mi ero organizzato un gruppo di ascolto a casa che nemmeno la partita... poi però ho fatto tardi, per una scena da girare, e così me lo sono visto in un televisorino, nella roulotte del set».
È pronto per il dopopartita?
«Mamma mia. Per uno come me commentare su il Giornale, è come giocare fuori casa».
Non disperi. Chi ha vinto, secondo lei?
«Io dico Prodi, ma mi rendo conto che ai vostri lettori potrà sembrare un’affermazione militante. Berlusconi ha giocato all’americana, mentre Prodi ha tenuto un tono da curato... Però l’Italia, quella che conosco io, non è l’America».
Momento saliente?
«Ho visto il coup de théâtre del Cavaliere. L’annuncio del taglio dell’Ici nell’ultimo intervento è stato sicuramente preparato».
E lei come lo giudica?
«Sono un giovane proprietario di casa, perché con il mio lavoro non mi sono arricchito e ho comprato un appartamento. Capisco quanto quella proposta possa essere allettante... Però devo parlare a nome di uno qualunque dei sindaci italiani, stasera... Bisogna chiedere: come pensano che si finanzi un Comune senza Ici?».
Domanda retorica, lei pensa che non si finanzierà, vero?
«No, infatti: se si abolisce l’Ici si finisce alla tassa sul pane».
E l’appello finale?
«Ho trovato convincente uno dei punti più insistiti di quello di Prodi, quello all’unità. Questo è un Paese profondamente diviso: chiunque governerà non può avere il 50% degli italiani contro».
Berlusconi ha insistito molto sul tema dei comunisti.
«Non mi piace quando il nemico viene demonizzato: nel centrodestra c’è gente che conosco da ragazzo come Giuliano Ferrara o Bondi, che vengono dal Pci».
Giudizio sulle performance?
«Berlusconi è uno showman straordinario, un comunicatore come pochi al mondo: ma in questo tipo di incontri molto regolati funziona meno. Prodi è un po’ parroco, secondo me più efficace».