Ghinolfi: «I nostri Outlet offrono veicoli usati con la carta d’identità»

Nel 2009 Arval ha inaugurato la catena degli «Outlet dell’Usato Certo!» in Italia, quale è stato l’impatto e che cosa vi aspettate nel 2010?
«Abbiamo chiuso il 2009 - risponde Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Arval Italia - con sette “Outlet” all’attivo e buone performances di vendita che, insieme al potenziamento degli altri canali esistenti, hanno consentito al comparto usato di realizzare una crescita nei volumi di circa il 4% rispetto al 2008, in controtendenza alla flessione complessiva del mercato delle vetture usate che è stata del 10,5%. Nel 2010 ci proponiamo un aumento dei nostri volumi di affari sul segmento privati, con iniziative commerciali ad hoc. Da quest’anno, inoltre, partirà il progetto di proporre l’«Usato Certo!» ai dipendenti delle aziende già clienti di Arval, con sconti riservati e personalizzati».
Dove si trovano gli «Outlet»?
A oggi sono operativi Alzano Scrivia (Alessandria), Bologna, Lucca, Padova, Firenze, Roma, Napoli. Le prossime aperture nel 2010 saranno Casei Gerola (Pavia), Bari, Alcamo (Trapani) e Nuoro. Queste sedi ci consentono una copertura territoriale capillare».
Come sono nati?
«La crisi dell’ultimo biennio, associata all’aggressiva politica sull’acquisto del nuovo, ha influenzato negativamente il mercato dell’usato. Queste considerazioni ci hanno fatto capire che in un momento di disorientamento tale, occorreva avvicinarsi al cliente, in un’ottica di ritrovata fiducia e maggiore convenienza. L’“Outlet” nasce come nuovo modo di pensare l’acquisto di un’auto usata».
Cioè?
«La vendita diretta, senza intermediari, di oltre 25mila auto l’anno, la cui qualità è garantita e certificata da una “carta d’identità” che riporta ogni piccolo intervento o manutenzione effettuata. Clienti privati e piccoli commercianti possono vedere fisicamente il veicolo, provarlo e avvantaggiarsi inoltre di una serie di servizi post vendita accurati grazie al “Capofficina Amico”».
Come vi muovete sul fronte della mobilità alternativa?
«Con il progetto Ecopolis, studiamo formule di mobilità sicura ed eco-compatibile per i clienti. Monitoriamo anche le nuove tecnologie, dall’ibrido all’elettrico, per capire la loro possibile applicazione nella mobilità aziendale».