Ghiotti per i corsi di cucina più rilassanti della palestra

Sempre più professionisti e donne in carriera scelgono l’hobby dei fornelli, un modo per socializzare

Daniela Uva

Mangiare, si sa, è uno dei piaceri della vita. Lo è ancora di più preparare i cibi. Almeno stando al successo che, negli ultimi tempi, sempre più persone stanno tributando ai corsi di cucina. Sembra proprio che cimentarsi con pentole, padelle e mestoli non sia più considerato un pesante e ripetitivo «lavoro» da casalinghe, ma un vero e proprio hobby che coinvolge manager, professionisti e donne in carriera. Che spesso alla palestra o al cinema preferiscono una serata davanti ai fornelli. Per passare un po’ di tempo in compagnia e, soprattutto, rilassarsi.
«È questo che cercano le persone che si iscrivono a scuola di cucina - spiega Cecilia Collini di Congusto, centro di cultura del buon ricevere -. Mentre preparano i loro manicaretti, i nostri ospiti si divertono e si mettono alla prova con l'obiettivo, poi, di ripetersi fra le mura di casa». Ed ecco allora che, a Milano come in molte altre città italiane, proliferano le scuole di cucina. E si moltiplicano corsi assolutamente originali. Come quelli di cucina macrobiotica, molecolare, vegetariana, giapponese e a base di birra. Una tendenza, questa, che rispecchia la voglia di riscoprire le tradizioni, vivere bene la propria casa e alimentarsi in modo sano. Insomma, ricercare il benessere in tutte le sue forme. Non esiste un identikit dello chef ideale. Le scuole di cucina sono frequentate da persone molto diverse fra loro. «Ci sono donne e uomini. Casalinghe e professionisti - racconta Maria Barbato del ristorante Teatro7 -. Gli allievi più numerosi rientrano nella fascia di età fra i 30 e i 50 anni». E da moltissimi bambini per i quali alcuni ristoranti hanno ideato lezioni molto speciali. Insomma, ce n'è proprio per tutti i gusti.
Cucina vegetariana
È ideale per gli amanti di frutta e verdura. Sono molto numerosi i corsi dedicati alla preparazione di cibi sani e leggeri. Dove si impara a cucinare, ma anche a tagliare e a presentare in modo impeccabile le verdure sulla tavola. Impedibili sono le lezioni proposte da «La cucina italiana» (piazza Aspromonte 15, tel. 02.266.49.07). Fra le «materie» da imparare, anche i segreti per conservare ed esaltare le caratteristiche nutrizionali degli ingredienti.
Cucina molecolare
È l'ultima frontiera della buona tavola. Futuristica, ma molto gustosa. I cibi vengono preparati e poi trattati con azoto liquido per portarli a una temperatura molto al di sotto dello zero. Il risultato è che, una volta assaggiato, il boccone si scioglie lentamente rivelando il suo sapore. Ottenere buoni risultati senza essere chef professionisti è possibile seguendo le lezioni proposte da «Congusto» (via Manzoni 23, tel. 02.661.027.04). Più tradizionali, ma altrettanto interessanti, i corsi dedicati ai cibi preparati con la birra e al cioccolato. Non solo ingrediente per dolci irresistibili, ma - assicurano - anche spezie per inaspettati risotti e polpette.
Cucina giapponese
Così come i ristoranti, anche i corsi di cucina orientale sono ormai molto diffusi. Grazie all'aiuto di maestri giapponesi, anche nel cuore di Milano è possibile imparare l'arte - perché proprio di arte si tratta - di preparare sushi, sashimi, involtini e riso in ciotola. Da ottobre partono i corsi organizzati dall'associazione italo-giapponese «Tozai» (via Pacini 21, tel.02.706.081.35). L'alternativa è offerta da «La cucina italiana».
Cucina per i bimbi
Piccoli chef crescono, è il caso di dirlo. Vestiti con grembiule e cappello, armati di pentola e farina, anche i bambini possono cimentarsi con le ricette. Proprio a loro sono dedicati i corsi del ristorante «Teatro7» (via Civerchio 9, tel. 699.007.02), ogni sabato pomeriggio, dal 7 ottobre al 16 dicembre.