«Ghisa ai varchi? La città diventerà zona franca»

Gianandrea Zagato

«Se Letizia Moratti applica ’sto ticket, be’ Milano resta senza ghisa. Esagerazione? Ue’, dalle 8 alle 18 in città sono in servizio mille-milletrecento vigili suddivisi in due turni e se come da programma sarà nostro compito verificare l’accesso ai 114 varchi antismog è chiaro che Milano si svuota di ghisa». Roberto Miglio estrae una calcolatrice e, oplà, ecco che il ticket morattiano «azzera» la presenza della polizia municipale nelle strade e nelle piazze ambrosiane.
«Quest’amministrazione non ci fa una bella figura. Com’è pensabile che tutte le pattuglie in servizio su Milano vengano dirottate dalle 8 alle 18 a controllare quei 114 varchi d’ingresso? Chi l’ha pensato non conosce evidentemente Milano e magari non sa neppure che così facendo svuota letteralmente la città dei ghisa, di quei 550-600 in azione al mattino e degli altri 400-500 in servizio nel pomeriggio sino alle 18».
Alternative? Il sindacalista Miglio (è segretario del Coordinamento sindacale autonomo meneghino, ndr) scuote la testa: «Non c’è altra soluzione. Siamo 3.050 vigili, togliamo 250 ufficiali, sottraiamo 200 dedicati al “serale”, 100 alla “notte” e mille in ufficio e, ancora, quelli in malattia, ferie e infortuni. Risultato? Milleduecento e poco più ghisa in strada. Chiaro? O noi o sempre noi».
Obiezione: e gli ausiliari della sosta? «Quelli non possono nemmeno procedere alla rimozione delle auto in divieto di sosta; questione di compiti istituzionali che non sono affidati un tanto al chilo bensì con tanto di atti di nomina, decreti e via dicendo». Come dire: «Se questa “patacca” del ticket anti-smog va avanti non resta, per noi ghisa, che smettere di occuparci di altri servizi: per esempio, il controllo dei mercati, il pattugliamento dei quartieri, i servizi scuola».
Visione drastica che spinge il ghisa-sindacalista a consigliare al sindaco di fare un passo indietro, «dovrebbe essere più albertiniana», perché «non ci fa una bella figura». Certezza seguita da una considerazione: «La Moratti deve sperare che gli automobilisti siano tutti onesti e disponibili a sborsare qualche euro per entrare in città perché la polizia municipale difficilmente riuscirà ad “acchiappare” quelli che tentano di fare i furbi». Impresa impossibile, chiosa Miglio: «Ma ti vedi un collega domandarsi se quello è un “euro 3 del 2003” o se quello è un “euro 4 del 2003”? Suvvia, non scherziamo: o pagano tutti oppure....». Punti sospensivi che si completano con un «non c’è altro da fare» ovvero casse comunali piangenti.
Eppure, confida Miglio, una soluzione «estrema» ci sarebbe: «Chiedere al governo Prodi una deroga sulle assunzioni. Sblocco di assunzioni che però hanno bisogno dal giorno della firma del contratto a quello dell’entrata in servizio di almeno sette-mesi-sette di formazione». Come non detto: il ticket anti-smog parte il 19 febbraio. Data da segnare sul calendario, consiglia Miglio: chi parcheggia in doppia fila o in divieto di sosta lo potrà fare, tanto quel giorno i ghisa non daranno multe, «e i milanesi benediranno la Moratti».