Giù Banco Popolare con Unicredit e Bpm

Piazza Affari archivia l’ultima seduta della settimana in modesto rialzo, restando un passo indietro rispetto alle altre Borse europee per la zavorra dei titoli bancari, particolarmente pesanti nella composizione del listino milanese. Quello bancario è il settore peggiore nel Vecchio continente, un trend già evidenziato in settimana sulla scia dei timori per le finanze pubbliche di Spagna e Grecia. L’indice Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,12%, l’All Share dello 0,13%. Tra i bancari spicca il -2,6% di Banco Popolare e Unicredit (-1,41%); sotto la parità anche Bpm (-1,17%) e Bmps (-0,88%), mentre Intesa Sanpaolo conserva il segno positivo (+0,17%). Tra gli assicurativi, Fonsai guadagna lo 0,76% dopo lo scivolone della vigilia e Generali lo 0,46% grazie anche a una promozione incassata da Deutsche Bank, che ha rivisto al rialzo il prezzo obbiettivo. Nel comparto energetico, Eni chiude in rialzo dello 0,3%, Enel +0,49%, mentre Saipem cede lo 0,36%. In grande spolvero Italcementi (+2,72%), mentre Buzzi cede sul finale lo 0,37% dopo una seduta sempre positiva; giù Impregilo (-1,19%). Fiat chiude sulla parità a 10,21 euro per azione, con Exor in rialzo dell’1,55%; nel comparto bene Pirelli (+2,27%) e Prysmian (+2,63%). Telecom Italia si ferma a +0,66%; tra i tecnologici, Stm lima lo 0,09% complice la flessione del Nasdaq negli Usa. Bene il lusso, con Bulgari +0,82% e Luxottica +0,93%. A Francoforte l’indice Dax ha segnato +0,83% , seguita da Londra dove il Ftse ha chiuso con +0,33% e Parigi con il Cac con +0,14%.