È già caccia alla prima intervista «Amanda, affare da dieci milioni»

RomaLacrime, applausi, tifo degno di una finale di Superbowl. Amanda Knox muove i suoi primi passi da star a Seattle. In Italia sono le 2.19 del mattino quando l’aereo della British Airways atterra sul suolo americano, sotto la luce dei riflettori. E appare subito chiaro che Amanda, dopo aver viaggiato in business, è pronta a capitalizzare il suo successo, consapevole che con la sua prima intervista televisiva potrebbe guadagnare anche 10 milioni di dollari.
Del resto, a poco più di 24 ore dalla sentenza che l’ha assolta per l’omicidio di Meredith, la studentessa è stata assurta al ruolo di eroina. Per la stampa non è più la «mangiatrice di uomini», «l’ammaliatrice» o «l’affascinante strega» che in una notte di follia ha massacrato la sua compagna di stanza. Ora Amanda per tutti è uno scoop vivente. E lo dimostra il fatto che fuori dal Tacoma International Airport giornalisti, operatori e fotografi hanno sgomitato per ore per guadagnare i posti migliori, facendo lo slalom tra i pullman con antenna satellitare, pur di raggiungere le trasenne vicine al piccolo palco, dove si prevedeva che Amanda parlasse. E così è stato. I membri dell’associazione «Friends of Amanda», che l’hanno accolta come fosse un prigioniero di guerra, erano pronti a giurare che la loro protetta avrebbe tenuto la bocca cucita e avrebbe fatto perdere le sue tracce. Un’eresia, dal momento che la famiglia Knox ha già assunto una società di pubbliche relazioni di Seattle, la Gogerty Marriott, per gestire i rapporti di Amanda con i media. Forse sono stati proprio i genitori della ragazza, separati nella vita ma costretti a una tregua forzata, a preparare il terreno per il suo successo, non disdegnando in questi quattro anni interviste e programmi tv.
Così ieri la «conferenza stampa improvvisata» era tutt’altro che improvvisata. Come, probabilmente, l’abbigliamento di Amanda, volutamente semplice: capelli raccolti in una coda di cavallo, leggins neri e un avvolgente cardigan, quasi a proteggerla. «Ringrazio quelli che hanno creduto in me e mi hanno difeso», dice con la voce rotta dal pianto, stringendo la mano della madre. «Mi devo ricordare di parlare in inglese, non sono più abituata», aggiunge alludendo permanenza forzata in Italia. «Guardando la mia città dall’aereo... non mi sembrava vero», sospira tra gli applausi. «La mia famiglia è la cosa più importante e ora voglio solo stare con loro». Ancora un applauso, che segna la sua uscita di scena. Così la Knox si allontana, proprio come una diva, mentre si apre la caccia grossa per scoprire la sua destinazione, un mistero a sei zeri. Le sue prime foto, infatti, sono il sogno dei «pararazzi» di mezzo mondo. «Vi posso garantire che non riuscirete a trovarla», sorride il padre, Curt Knox. Sa bene di aver ritrovato un tesoro, in tutti i sensi. L’arrivo della figlia a Seattle è stato un evento. Per la Knox comincia una nuova vita e la stampa sostiene che potrebbe guadagnare decine di milioni di dollari con film e apparizioni tv. Forse era nel suo destino, se si pensa che è stato proprio un produttore, Tom Wright, a dare il via alla mobilitazione pro-Knox dal Pacifico all’Atlantico. E anche se gli amici sostengono che non ha ancora firmato alcun contratto con i grandi network americani, è evidente la Amanda non perderà l’occasione di entrare nello star system.
Senza considerare che c’è già. L’opinione pubblica americana, infatti, inizia a dividersi sulla sua innocenza e arrivano critiche sulle pressioni fatte dai politici di Washington per liberarla. Un ottimo argomento per iniziare lo show.