Giò e Lola in testa, Tatangelo in calo

Dopo la giuria demoscopica che pesa per il 50%, voterà quella di qualità (20%), poi il televoto (30%)

nostro inviato a Sanremo

Via uno, dentro l’altro, ma così ci godono soltanto gli scommettitori. E va bene, il festival non è mai stato così incerto, perlomeno nella graduatoria di chi si gioca la vittoria nella categoria che conta di più, quella dei big. Sarà che tutti si sono guardati bene dal rivelare le classifiche provvisorie. O sarà che i mammasantissima in gara (vedi Cutugno o Bennato o Zarrillo) non ci pensano neanche a far girare voci perché forse non hanno nulla da guadagnarci. Comunque sia, sembra che la candidata più candidata di tutti, ossia Anna Tatangelo, rimanga sempre in alto ma molto meno del previsto, a dimostrazione che al Festival spesso si arriva da papi ma poi si esce da cardinali con le pive nel sacco. Certo, tutto dipenderà da stasera, quando alla giuria demoscopica (che pesa per il 50 per cento sul totale) e al televoto (il 30 per cento) si aggiungerà anche la lista dei preferiti della giuria di qualità, composta tra l’altro da Gloria Guida, Emilio Fede, Fabrizio Frizzi, Gianni Boncompagni e Giampiero Mughini. Se non altro anagraficamente, a occhio e croce questi presunti esperti dovrebbero spostare il verdetto verso un brano più tradizionale come quello di Lola Ponce e Giò Di Tonno, che sarà pure stato scritto da Gianna Nannini ma ha la tipica enfasi sanremese di quelle di una volta, le preferite dal pubblico affezionato al rito dell’Ariston. Loro sono gli strafavoriti e, diciamolo, pochi se lo aspettavano prima che si alzasse il sipario. La loro è una canzone d’amore che più classica non ce n’è, messa in scena da una coppia bella e telegenica. Praticamente gli ingredienti ideali.
Però per il resto c’è incertezza. «A esser sinceri, spero proprio di non vincere» diceva ieri sera Fabrizio Moro prima di sedersi ai microfoni di Radiouno. D’altronde ha vinto l’anno scorso nella categoria Giovani con la straordinaria Pensa e stavolta le indiscrezioni lo danno molto alto nella classifica di demoscopiche e televoto e quindi molto più basso nelle quote degli scommettitori. Come a dire: se si punta su di lui e la sua Eppure mi hai cambiato la vita, si vince di meno perché è più facile prevederne la vittoria. E fin qui. Ma ciò che stupisce è l’incredibile impennata di Sergio Cammariere che, soprattutto dopo il duetto con Gal Costa dell’altra sera, ha guadagnato una quota di televoto molto alta, a dimostrazione che con l’aumento dell’età media dei telespettatori, aumenta anche la vocazione alla qualità. E su questo filone le giurie demoscopiche hanno premiato in questi giorni anche Mietta, straripante di voce e di forme ma imprigionata in cliché che fanno fatica a evaporare. Certo, in giro per i camerini dell’Ariston si sente dire molto bene di Gianluca Grignani, che ha mostrato di avere il «tiro» giusto anche per la giuria demoscopica ma forse non avrà l’imprimatur di quella di qualità. Chi sembra abbastanza mogio, quantomeno nelle ultime previsioni, è Toto Cutugno, e come lui Little Tony, Paolo Meneguzzi e pure i Finley che fanno bagni di ragazzini ogni volta che escono per strada ma forse vengono da un pianeta troppo lontano da Sanremo, il rock.