È già finito l’effetto Shalit: razzi su Israele, raid a Gaza

GerusalemmePer ore ieri, anche a molti chilometri dalla Striscia di Gaza, era possibile udire il rumore degli aerei dell'aviazione israeliana e il ronzio dei droni. Non è diminuita, infatti, nonostante un apparente cessate il fuoco mediato dall'Egitto, la tensione nel Sud d'Israele e lungo il confine di Gaza. I recenti lanci di razzi dei militanti palestinesi del Jihad islamico e le risposte israeliane fanno temere che la situzione possa precipitare, come successo in passato.
Sabato, in seguito al lancio di un razzo palestinese sulla cittadina costiera di Ashdod, avvenuto mercoledì, l'aviazione israeliana ha colpito postazioni di militanti a Rafah, nel Sud di Gaza. Nei giorni di violenze sono morti nove miliziani palestinesi e un civile israeliano è stato ucciso dalle schegge di un razzo. E ieri, un palestinese è rimasto vittima di un raid israeliano a Gaza qualche ora dopo la dichiarazione da parte del Jihad islamico di un cessate il fuoco apparentemente mediato dall'Egitto. Le rinnovate tensioni hanno messo in allerta Bruxelles: «Sono molto preoccupata per il rinnovato scambio di fuoco. Condanno il colpire indiscriminatamente civili ovunque essi siano - ha detto Catherine Ashton, responsabile per gli Affari esteri dell'Unione europea - Chiedo a entrambe le parti di rispettare il cessate il fuoco».
É la prima volta dalla liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, tornato a casa pochi giorni fa dopo cinque anni di prigionia a Gaza, che un missile cade su territorio israeliano. Tra sabato notte e domenica sono caduti oltre dieci missili, più di 40 nell'arco di 48 ore. Il governo israeliano ha ordinato la chiusura delle scuole nelle comunità entro 40 chilometri dal confine con Gaza. «Non c'è cessate il fuoco e l'altra parte pagherà in maniera più pesante di quanto ha fatto finora, finché non smetterà di sparare», ha detto ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Non vogliamo che la situazione deteriori, ha spiegato, ma ci difenderemo secondo il principio dell'«uccidi o sarai ucciso».
Il lancio di razzi dalla Strisica di Gaza arriva in un momento in cui «Hamas non ha ancora esaurito la dimostrazione di forza in seguito all'accordo per Shalit», ha scritto il quotidiano Haaretz. Soltanto pochi giorni fa, infatti, il governo israeliano e il gruppo islamista hanno siglato un'intesa mediata dal vicino egiziano per uno scambio di prigionieri. Per la liberazione del giovane sergente, Hamas ha ottenuto la scarcerazione di 1.027 detenuti nelle carceri israeliane. Di questi, 477 sono già tornati a casa. Gli altri 500 dovrebbero essere rilasciati nelle prossime settimane. Una degenerazione della situazione potrebbe mettere a rischio la seconda parte dell'accordo, avvertono i giornali israeliani.
Alcuni analisti vedono dietro il lancio di razzi di questi giorni i segnali di una faida interna palestinese, per l'equilibrio di forze a Gaza. Secondo Ron Ben-Yishai, giornalista di Yedioth Ahronoth, non c'è stata almeno fino a sabato sera partecipazione dell'ala armata di Hamas nel lancio di missili. Scrive il giornalista che «il Jihad islamico vuole dimostrare di essere un importante attore a Gaza», accumula potere militare e vuole contrastare il recente rafforzamento di Hamas avvenuto tramite l'accordo per la liberazione di Shalit, il suo rapporto sempre più forte con la giunta militare egiziana e un eventuale miglioramento dei rapporti tra Abu Mazen il gruppo che governa la Striscia. Ma per Israele, spiega al Giornale un portavoce dell'esercito, «Hamas, al potere a Gaza, è responsabile per il lancio di razzi anche se sono altri gruppi a sparare».