Giù i consumi, il governo minimizza

da Roma

L’«autunno caro» incombe, e i consumatori italiani sono preoccupati. L’indice di fiducia elaborato dall’Isae in agosto mostra un vero e proprio picco negativo: è infatti sceso ai valori più bassi degli ultimi 16 mesi. Secondo l’Istituto di analisi economica il peggioramento del clima di fiducia è dovuto ai timori per l’andamento dei prezzi. Solo il 21% dei consumatori italiani si aspetta infatti che i prezzi rimangano sostanzialmente stabili nei prossimi dodici mesi. Per tutti gli altri, la previsione è di diffusi rincari.
Un campanello d’allarme che il governo non sente. Proprio ieri, subito dopo il Consiglio dei ministri, Romano Prodi ha tenuto una riunione con i ministri Pierluigi Bersani (Sviluppo economico), Tommaso Padoa-Schioppa (Economia), Paolo De Castro (Agricoltura) e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta per esaminare la questione prezzi. Nessuna risposta ai rincari d’autunno, ma un comunicato che definisce «privi di giustificazione gli allarmi registrati in questi giorni su aumenti generalizati dei prezzi». Anzi, aggiunge la nota del governo, «per alcuni prodotti vi sono sostanziali diminuzioni». Eppure nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori avevano sollevato con enfasi il problema. E non si tratta di falsi allarmi, o esagerazioni. L’unione pastai, per fare un esempio, ha annunciato un aumento del 20% degli spaghetti, a causa del rincaro (+60%) del frumento. Stesso discorso per il latte, che aumenta del 4-5%, con ripercussioni su tutti i derivati, dal burro al formaggio, allo yoghurt. L’aumento dei prezzi potrebbe colpire i consumi, già deboli (+0,1% in giugno rispetto a maggio, riferisce l’Istat).
Ma i rincari non colpiscono soltanto il settore alimentare. Per la Federconsumatori sono in arrivo aumenti delle bollette elettriche (+7,1%), del gas e dell’acqua. Rincari sono attesi nei pubblici esercizi, bar e ristoranti, per l’abbigliamento, per i trasporti, la casa, il tempo libero. Si parla, complessivamente, di un aggravio medio per famiglia intorno ai mille euro all’anno. Ma per Prodi e i suoi ministri si tratta di «allarmismi ingiustificati». Ribatte Roberto Calderoli (Lega Nord): «Prodi e i ministri vadano a fare la spesa, anziché stare rintanati a palazzo Chigi, e vedranno se l’allarme prezzi è giustificato o no».