Giù le mani dalle nostre radici Boicottiamo chi li finanzia

Non si tratta di libertà di culto, che va naturalmente garantita secondo la Costituzione, che, finché non decideremo di aggiornarla nelle sue parti più superate, meglio speciose fin dalla sua scrittura, resta lo strumento al quale fare riferimento. Nella Costituzione però non mi pare che ci sia scritto che siamo votati alla cancellazione delle nostre radici e della nostra storia, nemmeno che la libertà di coloro che vengono accolti da noi possa trovare realizzazione nel sacrificio della nostra libertà. Invece è proprio questo che rischia di accadere, ed è solo colpa nostra: del nostro scarso se non inesistente senso di nazione e di appartenenza, del nostro atteggiamento pacifista che poi significa inetto e rinunciatario, della nostra incapacità di dettare regole all'ingresso del Paese da far rispettare rigorosamente, e numeri da far rispettare altrettanto rigorosamente. Anche i fessi però si stufano, per fortuna.
Per questo la rivolta del Nordest è spiegabile se non naturale, e bene fanno gli esponenti della Lega a guidarla, perché guai se non lo fosse. Certo, resta il problema di un partito di governo che gioca regolarmente su due tavoli, ma se serve a spingere l'esecutivo a scelte più rigorose e soprattutto più rapide, allora l'esuberanza dei Gentilini è benvenuta. Certo, resta il problema di una Chiesa Cattolica che ha in molti parroci i peggiori nemici della libertà cattolica, ma anche in questo caso speriamo in Ratzinger. Tanto più che dal Nordest la rivolta rischia di scendere lungo l'arco del Paese, e giù fino alla povera Lampedusa, sempre più rabbiosa e spaventata, mescolando, come è inevitabile, il buono con il cattivo.
I musulmani che vivono in Italia non sono tutti dei terroristi, al contrario, l'Italia è piena di onesti lavoratori e delle loro famiglie. Una buona parte di loro ha di sicuro un concetto della tradizione e della condizione femminile che ferisce la nostra sensibilità e la nostra emancipazione. Senza esercitare alcuna forma di violenza, ma certamente adoperando l'adeguata pressione e il necessario controllo, il nostro Paese e le sue istituzioni devono bloccare la segregazione delle donne in casa, la costrizione all'analfabetismo, l'infibulazione, le botte. Poi ci sono, e sono numerosi, i centri di educazione al fondamentalismo, che intercettano gli immigrati appena arrivati, spesso li ordinano fin dalle rispettive case, o irretiscono e coltivano i giovani già in Italia, la seconda generazione, per capirci quelli del genere dei terroristi del metrà di Londra.
Succede che sia i primi, i tradizionalisti picchiatori e segregazionisti, che i secondi, gli integralisti e bombaroli, trovino nelle moschee il luogo di accoglienza e maturazione. Spesso queste moschee sono fondate e dirette da imam che si sono autoproclamati tali, e che fanno tutt'altro che pregare e chiamare alla preghiera. La poligamia, per fare un esempio infame, viene consentita proprio dagli imam fasulli, con trucchi volgari a danno delle donne. Basta leggere racconti e denunce di quelle che si sono ribellate e sono vive.
Succede anche che gli italiani, che nei Paesi arabi ormai vanno in vacanza o ne leggono le cronache, sappiano quale sorte spetti là ai cattolici, oppressi, perseguitati, ammazzati: sanno che non c'è una chiesa e guai a chiedere di poter celebrare una messa. Si può obiettare che non è necessario comportarsi male perché altri lo fanno, ma nei rapporti tra civiltà un qualche sistema di reciprocità deve essere stabilito e rispettato, oppure finisce male, come rischia di finire in Italia.
Non vi chiederò di fare come avrebbe voluto la grande Oriana, morta giusto due anni fa. Non facciamo saltare l'inutile e pericolosa moschea di Val d'Elsa, ma impediamo che ne vengano costruite altre ugualmente inutili e pericolose. Se è vero che il Monte dei Paschi ha cofinanziato il progetto, chiudiamo i nostri conti correnti presso quella banca. A Bologna l'operazione moschea non è riuscita, grazie a una mobilitazione spontanea di cittadini, che hanno costretto il sindaco Cofferati a rinunciare. Questo è il metodo. Non è razzismo, credetemi, non è arroccamento. È solo il tentativo di restare padroni della nostra patria, della nostra storia, del futuro.