Giù le mani dal menu quaresimale

(...) mense non autogestite. La materna Pistelli, in via Monte Zebio o la Vaccari di viale Angelico, ad esempio, hanno un servizio autogestito e quindi un proprio capitolato d’appalto che non prevede variazioni di menu o spostamenti di pietanze da un giorno all’altro, a meno che questo non avvenga su richiesta individuale dei genitori. Le scuole interessate, quindi, sono quelle che fanno capo al servizio mensa comunale.
«È la solita propaganda preelettorale - sottolinea Maria V., mamma di Marco, che frequenta l’asilo Brontolo, di via Genovesi - che cosa cambia infatti se il pesce si offre il venerdì invece del giovedì? Il valore nutrizionale sicuramente non cambia». «Il problema non ce lo siamo nemmeno posto - spiega la dirigente didattica della stessa scuola - quello che arriva a mensa dipende anche dagli alimenti, che vengono consegnati giornalmente a chi si occupa della preparazione dei pasti». «Offrire il pesce venerdì - dichiara Emma De Angelis, mamma di un alunno della Pinocchio, di piazzale degli Eroi - è anche garanzia di freschezza e immagino non cambi i valori nutrizionali rispetto a servirlo un altro giorno». «Se il venerdì, poi, - interviene la mamma di Elena C., quattro anni - nello sformato di pasta manca la carne o il prosciutto cotto, non muore nessuno. Ci sono famiglie per le quali il rispetto delle tradizioni e della religione è importante. Se per un mese di venerdì non si mangia carne non accade nulla».
Dispiaciuto si è detto il presidente del XVII municipio Antonella De Giusti: non pensava che tale disposizione potesse sollevare tante polemiche. «È assurdo - sottolinea - e siamo di fronte a un caso strumentale. Nel nostro territorio la maggioranza delle famiglie a inizio anno ha fatto una scelta di religione cattolica, sottoscrivendola in municipio. Parliamo di 166 alunni su 170 della Cairoli, di 96 su 114 del Pinciano, di 115 su 126 dell’Umberto I, di 47 su 50 della Colombo e 180 su 200 della Pistelli. La nostra dirigente scolastica ha fatto un’innovazione non dettata da una politica religiosa integralista e solo per non creare problemi nel periodo di quaresima. Sarebbe stato assurdo costringere le famiglie a tornare in municipio per sottoscrivere il cambiamento di menu».