«Giù le mani da un pezzo di storia della nostra città»

L’apertura dei lavori solleverà un polverone fisico, le polemiche ne hanno già scatenato uno ancora più fitto. Com’era prevedibile la sostituzione dei sampietrini decisa dal sindaco Veltroni, ha diviso cittadini e organizzazioni in due fronti: apocalittici e integrati. Chi è contrario all’intervento non sembra intenzionato a concedere sconti all’amministrazione capitolina.
Marco Marsilio, capogruppo di An in Campidoglio, non ha alcun dubbio: «Consideriamo assolutamente inaccettabile che i rappresentanti di quello che ormai si è configurato come un vero e proprio partito dell’asfalto, utilizzino la pausa estiva e i lavori di straordinaria manutenzione per attuare un piano scientifico eliminando la caratteristica pavimentazione anche dalle strade minori del centro storico. Questa giunta verrà ricordata nella storia di Roma come quella che ha stravolto il cuore della città, cancellando un simbolo urbanistico che viene ancora oggi copiato ed esportato in tutto il mondo. Per non parlare del caso di via Nazionale, l'unica strada lastricata con sampietrini di porfido rosso. È un tratto caratteristico, e invece sono dieci anni che viene lasciata senza manutenzione, mettendo toppe d’asfalto su buche e avvallamenti». Sulla stessa linea si pone Federico Mollicone, capogruppo di An nel I municipio: «Ancora una volta il Comune è intervenuto senza coinvolgerci e senza tenere conto della mozione approvata lo scorso anno, proposta da noi e votata anche da Rifondazione Comunista per la tutela e la riqualificazione delle nostre strade. D’Alessandro, è proprio il caso di dirlo, si muove come un caterpillar sulla storia di Roma».
Altra voce è quella di Mirella Belvisi, consigliere nazionale di «Italia nostra», associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale. «L’abitudine di togliere i sampietrini - chiosa Belvisi - si sta ampliando in modo inaccettabile nella Capitale. Passi per quelli del Lungotevere, passi anche per una eventuale rimozione da altre arterie periferiche, ma vorremmo si adottasse un piano complessivo chiaro». Più netto l’architetto Alfredo Donati, presidente del comitato «Difendo il sampietrino»: «Quello che il Comune di Roma si appresta a effettuare nel prossimo mese di agosto, quando l'attenzione dei cittadini è rivolta verso altri lidi, è l’ennesimo oltraggio alla città eterna». Donati lancia quindi un invito a «intellettuali, comitati di quartiere e semplici residenti a mobilitarsi affinché il Comune receda dalle sue volontà e si impegni a effettuare una reale opera di manutenzione dei sampietrini che, se curati come necessitano, avrebbero tutte le caratteristiche tecniche e meccaniche per sopportare il peso del traffico».