GIÙ LA MASCHERA

Il ministro della Giustizia, chiamiamola così, Clemente Mastella ha con un nobile motu proprio chiesto la rimozione del magistrato De Magistris il quale, per puro caso, stava indagando sul conto del presidente del Consiglio Romano Prodi. Esercizio per i lettori di sinistra che si trovassero per caso in mano questo giornale: provino a immaginare e descrivere i titoli e i commenti della stampa nazionale su carta e in televisione se fosse stato annunciato che il ministro della Giustizia ai tempi del centrodestra, Roberto Castelli, avesse rimosso un giudice che investigava sul presidente del Consiglio dell’epoca, Silvio Berlusconi. Compiuto questo esercizio liberatorio, torniamo a noi: il mito, anzi la pretesa arrogante, secondo cui la sinistra rispetta la magistratura e il corso della legge, è stato costantemente sfidato e massacrato dai fatti che si sono succeduti da quando Prodi e il suo governo esercitano il comando ma non l’amministrazione.
Abbiamo nella lista il viceministro Visco, il quale abusivamente - anche se per i pm non ha per questo violato il codice penale - tenta di rimuovere con un gesto autoritario i finanzieri che compiono il loro dovere sul caso Unipol. Abbiamo un ministro dell’Economia che mette alla porta un generale e galantuomo come Roberto Speciale per essersi opposto a Visco e, tralasciando le decapitazioni dei vertici del Sismi, del Sisde e della Polizia, adesso siamo di fronte alla intimidazione nei confronti di un magistrato che indaga su Prodi.
L’assalto giudiziario contro Berlusconi e il suo governo ha massacrato l’Italia stessa a spese del contribuente senza concludere nulla, salvo gettare fango contro gli avversari politici della sinistra al comando. Ad ogni espressione di preoccupazione, di dissenso e anche di lecita rabbia per l’uso politico della magistratura, la sinistra rispondeva regolarmente con l’urlo perentorio: rispettare i magistrati, rispettare gli uomini dello Stato che perseguono i crimini, non interferire e non criticare. La fine è nota. Se Fassino e D’Alema si ribellano apertamente al gip Clementina Forleo, questo è soltanto un atto di legittima preoccupazione; se Visco mette alla porta dei galantuomini senza averne il potere e solo per proteggere la propria parte politica, questo è soltanto un atto di ineleganza. Adesso siamo all’aggressione pura e semplice e all’uso indiscriminato dell’attacco contro i magistrati e nessuno fiata.
Mi rivolgo di nuovo all’ipotetico lettore di centrosinistra che leggesse queste righe, e gli chiedo se non provi un profondo disagio di fronte a questo panorama. Ma, lasciando perdere la destra e la sinistra e pensando semplicemente alla neutralità della giustizia perennemente calpestata, la vera domanda è: come potrà mai l’Italia emergere dal dominio delle caste politiche se non potrà liberarsi del controllo costante, arrogante e aggressivo di una sola parte politica su tutta la magistratura?