Già mille le lettere respinte

Cara Marta, c’è posta per te. Sono già pronte per ritornare a palazzo Tursi oggi pomeriggio migliaia tra le diecimila lettere che il sindaco di Genova ha spedito ai residenti del quartiere del Lagaccio nei giorni scorsi. Ieri pomeriggio è stata la Lega Nord a mettersi a disposizione dei cittadini per recuperare le missive che, oggi, il capogruppo leghista in consiglio comunale, in versione postino restituirà al primo cittadino. «Chiamiamo a raccolta tutti i residenti del Lagaccio e i genovesi che hanno la nostra stessa posizione sul progetto della moschea per esprimere il nostro dissenso alla scelta del sindaco -spiega il segretario provinciale del Carroccio Bruno Ferracioli-. Ma il nostro impegno sul Lagaccio non finisce certo qui: continueremo a chiedere che la giunta si impegni per riprendere i veri progetti che interessano questa realtà che da decenni giacciono dimenticati».
Continua a muoversi anche il Comitato cittadini del centro est che ieri ha inoltrato nuovamente una richiesta al Prefetto di Genova per avere un incontro urgente e discutere sulla moschea. «Riteniamo che un dissenso tanto evidente e diffuso fra i residenti debba essere udito e attentamente considerato dal Prefetto in persona -spiega Felice Ravalli presidente del Comitato-, visti i seri motivi di preoccupazione che l’edificazione della moschea più importante del nord Italia trascinerebbe con sé». La commessa è stata inviata alla Prefettura con allegate 2.260 firme raccolte nel quartiere: «Sottolineiamo -continua Ravalli- che nel frattempo gli uffici del Comune sono all’opera per concretizzare la volontà annunciata dal Sindaco di Genova». Ma non è finita qui perché a rispedire le famose lettere al mittente sono stati anche tanto aderenti al comitato che hanno allegato anche una loro risposta a Vincenzi esprimendo una serie di considerazioni sul progetto in oggetto e dieci domande sull’immobilità della giunta nel quartiere del Lagaccio. «Vorremmo anche sapere, da buoni genovesi, da dove provengono i soldi per le diecimila lettere inviate -continua il presidente del Comitato-. Non ci venga più a dire che il Comune non ha «palanche» perché non ci crediamo».