Già nel 2003 allerta su Hamdi da una moschea

Una moschea di Londra aveva scritto alla polizia nel 2003 per segnalare il comportamento di uno dei presunti terroristi autori dei falliti attentati del 21 luglio nella capitale britannica. Lo ha reso noto uno dei responsabili della moschea di Stockwell, Toaha Qureshi. Nella lettera si diceva che Hamdi Issac, alias Osman Hussain, arrestato lo scorso 29 luglio a Roma, e i suoi amici «incitano la comunità all'odio religioso e razziale». Inoltre si informava la polizia che scritti estremisti venivano distribuiti nei pressi della moschea. «Noi pensiamo che questo gruppo danneggi la comunità e l'approccio moderato che è peculiare della direzione del centro e degli imam - si legge ancora nella missiva - ...il gruppo intende trasformare questa moschea in un'altra Finsbury Park», con riferimento alla moschea estremista situata nel nord di Londra.
Un portavoce di Scotland Yard si è rifiutato di fare commenti dicendo che «tutta la corrispondenza che riceviamo è confidenziale e non ne parliamo».
Hamdi Issac «faceva paura» e aveva «un carattere duro e autoritario», secondo alcuni vicini di casa a Stockwell Gardens, a sud di Londra, dove l’uomo aveva abitato per sei anni a spese dello Stato britannico, dal quale riceveva sussidi per l’alloggio. «Tutti quelli che venivano a casa mia avevano paura e non si fidavano di lui. Era per via del suo aspetto», ha riferito al quotidiano britannico The Times una vicina di casa che ha voluto mantenere l’anonimato.