È già prassi colorare i feti che sono malati

«Nel caso degli aborti selettivi, l’uso del colorante per marcare il feto malato è prassi». Lo dichiara Alessandro Di Gregorio, specialista in ostetricia e ginecologia al centro Artes di Torino, che replica così alle affermazioni della ginecologa che ha effettuato l’aborto selettivo al San Paolo di Milano, durante cui è stato ucciso il feto sano e non quello malformato. Secondo la ginecologa Anna Maria Marconi, «per evitare in futuro episodi simili - si legge nell’intervista al Corriere della Sera - bisogna studiare un sistema per “marchiare” il feto, per esempio con un colorante». Di Gregorio ribatte che questa è la prassi. Non solo. Una volta segnato con il colorante il feto malato, l’aborto selettivo «poteva essere eseguito almeno nel giro di pochi giorni» e non dopo tre settimane dall’amniocentesi, chiarisce ancora lo specialista.