È già primavera per gli allergici I medici: meglio curarsi in anticipo

I soggetti più colpiti sono gli adulti. I bimbi «guariscono» andando alla settimana bianca

Una volta era un malanno di stagione, ma adesso che le stagioni sono impazzite come stanno le persone che soffrono di allergia? «I tempi sono cambiati - spiega Angelo Canepa, medico di medicina geneale, a Sestri Ponente -. Quest’anno in particolare non ci siamo nemmeno resi conto che ci sia stata l’influenza con i classici sintomi respiratori, ma già da qualche settimana, invece, abbiamo cominciato a vedere tra gli adulti forme di rinite allergica e congiuntivite». Un consiglio. «Direi che chi sa di soffrire di questi problemi dovrebbe anticipare l’uso di antistaminici, anche in assenza di sintomi, di almeno un mese rispetto alla data solita di insorgenza del problema. È il caso di mettersi al riparo prima che si manifesti il fenomeno dell’allergia in tutta la sua violenza, almeno preparandosi ad affrontarla con una copertura antistaminica preventiva». Ma il problema è un altro. L’insorgenza di fenomeni allergici in adulti che fino a 40-50 anni e oltre non hanno mai avuto sintomi. «Una volta - continua Canepa - si riteneva che non esistesse allergia acquisita dall’adulto. Adesso invece abbiamo notato, e accede sempre più spesso, che persone che hanno vissuto una vita a contatto con il verde, in case con il giardino o comunque vicini alla natura improvvisamente diventano allergici». I motivi? Secondo i medici sicuramente l’inquinamento, ma anche una maggiore risposta immunitaria individuale e così persone che non hanno mai starnutito davanti a una minìmosa si ritrovano a dover disertare la seconda casa di villeggiatura dove non riescono più ad andare.
Il problema delle allergie, poi, è particolarmente importante nei bambini. Alberto Ferrando, presidente dell’associazione pediatri extraospedalieri, dal 2002 raccoglie in rete informazioni dai pediatri liguri in tempo reale. «Ho rivolto la domanda ai colleghi per avere un quadro aggiornato del fenomeno che tuttavia non sembra ancora esploso. Le risposte sono state diverse, quasi come se alcune zone fossero più colpite di altre». Le risposte riguardano un campione di circa ventimila bambini. A ponente da Taggia, Santo Stefano, Riva Ligure a Valle Argentina le allergie pediatriche legate ai pollini non sembrano essere ancora comparse. Diverso il caso di Pietraligure dove è stato notato un incremento rispetto a un mese fa, con casi di bronchite asmatiforme. Per quanto riguarda Genova, il fenomeno non sembra essere ancora esploso. «Non pochi bambini che tossiscono da settimane, resistenti alle terapie mie o spontanee o suggerite alla mamma, vanno a fare la settimana bianca e dall'oggi al domani smettono - spiega Giorgio Conforti, pediatra a Castelletto -. Io le prendo per tossi allergiche quindi direi che grazie alle settimane bianche, diagnostiche e terapeutiche, ho al momento meno allergie, o sintomi simil allergici, ammesso che esistano e che lo siano». Secondo il dottor Maurizio Lanteri un lieve incremento del fenomeno allergico sta registrandosi nell’albenganese, e in genere sembra che il ponente sia più interessato al fenomeno. Qualcuno ipotizza che il minor inquinamento sia legato a una maggior presenza di verde e dunque di fioriture. Discorso diverso a Chiavari dove secondo la pediatra Maria Arpe non vi è stato alcun significativo aumento di fenomeni allergici nei più piccoli. Da Sanremo, Michele Fiore registra solo forme esantematiche di probabile natura virale, ma nulla di riconducibile a un aumento delle allergie. «Dalle mie parti, tra Cornigliano e Sestri Ponente la tosse è endemica tutto l'anno - racconta il dottor Cavaliere - non mi sembra perciò che aumentino i malati, ma la violenza della tosse». «Nella mia zona a Marassi - dice Egidio Caneva - non rilevo significativi aumenti di allergie; di sicuro sono in aumento le patologie infettive delle basse vie respiratorie». A Sestri Levante Alessandro Capineri torna sul discorso della prevenzione: «la lieve anticipazione dei problemi allergici c’è stata - dice - si pensa di iniziare un po’ prima la prevenzione per le forme stagionali».
Attenzione ai contatti con la porcessionaria: l’allarme arriva dal pediatra Giorgio Lepre di Imperia che racconta: «Ho 882 pazienti, uno solo allergico (oculorinite con qualche episodio di broncospasmo) alla mimosa che ha iniziato la "sua" tosse da circa 15 guorni. Per il resto nessun "picco" di altre allergie da pollini, ma molti casi di reazioni cutanee da contatto per la processionaria». «Nel nostro ambito, quello dell’Asl 4 chiavarese abbiamo registrato un lieve aumento delle patologie allergiche relative alla fioritura del nocciolo rispetto agli anni precedenti. Nessuna differenza per quanto riguarda altre pollinosi», racconta Pino Napoli.