Giù dal quinto piano per evitare l’arresto

I militari lo stavano cercando per una condanna definitiva a quattro mesi

I primi a rimanere di stucco sono stati proprio i due marescialli mandati a cercarlo: non si aspettavano certo che il peruviano per sfuggire alla cattura cercasse una fuga acrobatica da un poggiolo all’altro a 15 metri d’altezza. E soprattutto il triste epilogo, una mano in fallo, la presa mancata, il volo mortale. I militari hanno chiamato subito il 118, i soccorsi sono arrivati dopo pochi minuti, ma hanno trovato il sudamericano agonizzante. I medici hanno provato a rianimarlo, ma l’uomo è praticamente deceduto tra le loro braccia.
È finita così ieri alle 11 sul vialetto interno del quartierino di case popolari in via Monte Lungo 1 (a ridosso della stazione Centrale), la piccola carriera criminale di Miguel Contreras, 34 anni. A cui era andata in giudicato una condanna a 4 mesi e 12 giorni, pena inflitta per violazione della Bossi-Fini. Anche se a suo carico risultavano numerosi precedenti per furti, e in genere reati contro il patrimonio, a partire dal 2002.
I carabinieri sapevano che in quell’appartamento, un bilocale intestato a un altro peruviano, però regolare, qualche volta era passato anche Contreras, per cui appena arrivata la segnalazione della sentenza diventata definitiva, hanno provato a bussare a quella porta. Arrivano in tre, due marescialli e un militare e, mentre i due sottufficiali salgono al quinto piano, il carabiniere aspetta giù, vicino all’auto di servizio.
Arrivati davanti alla porta il solito lungo squillo e l’intimazione: «Aprite, carabinieri». Dall’altra parte un tramestìo, quindi una voce femminile che traccheggia: «Un attimo, mi sto vestendo...». Insomma la donna cerca di prendere tempo mentre Contreras studia il da farsi. Alla fine la decisione fatale, scavalca il poggiolo. Del resto è un tipino smilzo ma muscoloso, un topo d’appartamento «professionista» abituato a penetrare nelle case altrui dopo acrobatiche scalate lungo grondaie e ponteggi. E forse proprio facendo affidamento sulla sua abilità ha tentato il tutto per tutto.
Quel che è successo nessuno lo saprà mai, in quanto alla caduta non ci sono stati testimoni. I carabinieri entrano, un’occhiata al minuscolo bilocale, lui non c’è, così interrogano la ragazza, anche lei peruviana, di 25 anni. Da un primo accertamento risulterà poi irregolare in Italia, ma con nessun precedente con il nome fornito agli investigatori. La giovane cede subito: «Si, effettivamente era qui fino a un attimo fa, poi ha tentato la fuga attraverso la finestra. I carabinieri si affacciano, si guardano attorno, niente. Abbassano lo sguardo e vedono finalmente il corpo, scosso dai tremiti, 15 metri più in basso. L’uomo è caduto sul vialetto asfaltato che gira intorno al cortiletto interno. I militari chiamano il 118 poi corrono giù. Quando arrivano i soccorsi, l’uomo è ancora vivo anche se ormai agonizzante. I medici provano a rianimarlo e stabilizzarlo, ma non c’è ormai più nulla da fare. Il ladruncolo muore qualche istante dopo.