Già svelato il mistero dello "zio": è il medico di un arrestato

Smentite le voci del coinvolgimento di un importante politico.
Bertolaso all’attacco: "Infangato per dei massaggi anticervicale"

Roma Il misterioso «zio» di Angelo Balducci non è altri che il suo medico curante, Renato Lauro, rettore dell’Università di Roma, Tor Vergata. Si è già risolto il giallo aperto dalla pubblicazione su Corriere della Sera di una conversazione tra l’indagato Balducci e l’avvocato Sergio Lupinacci in cui si parlava appunto di un appuntamento con un misterioso «zio». Pseudonimo dietro al quale già si ipotizzava si celasse qualche nome pesante all’interno del governo. E invece prima è arrivata la smentita ufficiale della Presidenza del Consiglio sia sulle ipotizzate visite di Balducci a Palazzo Chigi, in realtà mai avvenute, sia sulla presenza sempre a Palazzo Chigi di un fantomatico «zio». Poi è stato lo stesso professor Lauro a chiarire di essere lui il misterioso «zio» cui si fa riferimento. «Conosco l’avvocato Lupinacci da 25 anni - spiega Lauro -. Mi ha sempre chiamato zio e proprio quel giorno avevo un incontro con Balducci per prescrivergli dei prelievi».
Mentre l’inchiesta va avanti, insieme alla pubblicazione delle intercettazioni, Guido Bertolaso prosegue i sopralluoghi nelle zone colpite dalle frane in Calabria, sempre accolto a braccia aperte dai cittadini. Forse proprio l’affetto che gli dimostra la gente lo spinge ancora a parlare di quanto sta accadendo, protestando la sua assoluta buonafede ed innocenza. Il capo della Protezione Civile è un fiume in piena. «Non ho mai assegnato alcun appalto - spiega -. Ogni volta che abbiamo fatto dei lavori abbiamo affidato alle istituzioni pubbliche competenti questo genere di incombenza». Anche su Angelo Balducci, l’indagato numero uno, Bertolaso spiega che non era il suo vice «ma il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ovvero il massimo organo del ministero delle Infrastrutture». Come a dire che non spettava certamente a Bertolaso «nominarlo» suo vice. E così anche per l’imprenditore Diego Anemone che, prosegue Bertolaso, «ha vinto una gara organizzata dall’ingegner Balducci».
E gli incontri con le massaggiatrici al Salaria Sport Center? Solo massaggi per curare la cervicale. «Le due persone con le quali mi sarei intrattenuto per favori sessuali erano fisioterapiste che mi dispiace siano state coinvolte in questa drammatica vicenda», dice il sottosegretario. Ma chi sono le massaggiatrici? La fisioterapista Francesca, spiega Bertolaso, «è una bravissima signora e uno dei dolori più grandi che ho è di averla coinvolta in questa vicenda perché non se lo meritava affatto». Anche Monica, la giovane brasiliana citata nelle intercettazioni, «è una fisioterapista che mi sono ritrovato una sera al centro benessere». Bertolaso sottolinea come dalle intercettazioni sia chiaro che lui aveva chiesto come al solito di Francesca che però non c’era. Allora, prosegue, «mi hanno fatto trovare questa Monica, una bella ragazza che mi ha fatto un massaggio... Dalle intercettazioni viene fuori in modo chiaro che io con questa Monica non ho fatto nulla di illecito o di scorretto».
Poi la preoccupazione di far soffrire la moglie e le figlie di fronte alle quali voleva apparire come «l’orgoglio dell’Italia» ed il timore di perdere la loro fiducia. Bertolaso sente comunque di «dover andare avanti e tenere duro» sostenuto «dall’affetto e dalla solidarietà che la gente mi sta dimostrando». Anche ieri a Vibo Valentia, il capo della Protezione civile è stato accolto da un lungo applauso degli sfollati di Maierato. A loro ha promesso che tratterà con Regione e ministero dell’Economia per ottenere la sospensione del pagamento dei mutui e delle bollette.