Giacche, poltrone e telefoni ecco l’emporio surrealista

Breton lo chiamò Le déjeuner en fourrure. Per Meret Oppenheim che l’aveva creato era l’Objet che incarnava gli estremi del surrealismo. Una tazza e un piattino rivestiti di pelliccia, un oggetto che ancora oggi inquieta e stupisce, presentato per la prima volta nel ’36 alla «Exposition Surrealiste d’Objets» alla Galérie Charles Ratton a Parigi.
Di tutti gli «ismi» della pittura moderna, soltanto il Surrealismo si allaccia al design, come illustra la bella mostra «Surreal Things: Surrealism and Design» al Victoria and Albert Museum di Londra. La rassegna non esclude numerosi capolavori di pittura, da Magritte a De Chirico, ma l’enfasi è sugli oggetti e non sull’arte, benché nel surrealismo la distinzione non sia sempre netta. La mostra è la più ambiziosa dalla rassegna del ’68 su «Dada, Surrealismo e il suo retaggio» al Museum of Modern Art di New York. Curata da Ghislaine Wood e allestita da Metaphor, è ampia e affascinante, seducente, istruttiva.
Inizia teatralmente con le scenografie per i Ballets Russes di Diaghilev sul finire degli anni Venti, Le Bal di Giorgio de Chirico, Jeu d’enfants di Joan Mirò, Le Présage di André Masson, per proseguire la disamina della commercializzazione dell’estetica surrealista con circa 300 oggetti provenienti da collezioni in gran parte private, dalla grande illusione dei pannelli per un armadio, un capolavoro di Marcel Jean, alla poltrona-carriola foderata di raso rosso di Oscar Dominguez.
Dalì impera con la giacca afrodisiaca e i telefoni, quello nero con aragosta e quello bianco afrodisiaco, la spilla di rubini e perle (una bocca sorridente), la Venus de Milo aux tiroirs con pomelli piumati ai cassetti, ma anche con i suoi dipinti che ne creano il contesto, il dittico Coppia con la testa piena di nuvole del 1936. Quadri di Magritte, Max Ernst, Leonor Fini, Dora Carrington illustrano l’illusione del design di interni, una serie di vasi scultorei di Giacometti rielabora le forme classiche investendole di nuovi significati. La rassegna analizza anche il corpo femminile e la moda. Purtroppo del Déjeuner en fourrure - rimasto a New York - c’è solo una fotografia, ma è esaltato nella grande parata della moda nata sul filo dell’estetica surrealista informata da Freud su cui regnano il genio e l’eleganza di Elsa Schiapparelli.

La mostra «Surreal Things: Surrealism and Design» è al Victoria and Albert Museum di Londra, fino al 22 luglio. Poi sarà a Rotterdam (Museum Boijmans Van Beningen) dal 29 settembre al 6 gennaio 2008, quindi al Guggenheim di Bilbao dal 3 marzo al 7 settembre 2008.