Giacomina Martínez García & C.

Si tratta di tre carmelitane scalze di Guadalajara ammazzate dai miliziani rossi nel 1936, all’inizio della guerra civile spagnola. Giacomina Martínez García, cinquantanove anni, volle imitare la sorella maggiore che si era fatta carmelitana a Guadalajara e, preso il nome di suor María Pilar de s. Francisco de Borja, fece la sua professione solenne nel 1899. Aveva anche un fratello parroco. Eusebia García y García, ventisette anni, fu messa in collegio dalle suore da uno zio prete (che poi finì anch’egli ucciso). Qui, la lettura di Storia di un’anima di s. Teresina la indusse a farsi carmelitana nel 1925 col nome di suor Teresa de Jesús Niño e de s. Juan de la Cruz. Marciana Valtierra Tordesillas, trentun anni, era la decima nata di una famiglia che ebbe quattro vocazioni religiose, di cui due finite martiri. Anch’ella sedotta dal libro di s. Teresina di Lisieux, si fece carmelitana nel 1929 col nome di suor María Angeles de s. José. Il 22 luglio 1936 i rojos presero Guadalajara. Le monache dovettero lasciare il monastero e, in abiti civili, cercare rifugio presso amici e conoscenti. Due giorni dopo, le tre suore che commemoriamo oggi, insieme, erano in strada alla ricerca di un asilo più sicuro. Per loro sfortuna si imbatterono in un gruppo di miliziani armati. Una miliziana le riconobbe e, urlando, incitò i compagni a sparare su di loro. Quelli non se lo fecero ripetere. Per prima cadde suor María Angeles. Suor María Pilar, data per morta, morì dissanguata dopo qualche ora. Su suor Teresa, la più giovane, provarono a usare violenza prima di abbatterla.