Giacomo, il fratello del Doge che «conquistò» gli Asburgo

Otto anni dopo «I Durazzo. Da schiavi a Dogi della Repubblica di Genova», Angela Valenti, giornalista e scrittrice, moglie di Giuseppe Maria Durazzo, presenta un nuovo libro dedicato ad un personaggio dell'illustre famiglia genovese: «Il fratello del Doge. Giacomo Durazzo, un illuminista alla Corte degli Asburgo tra Mozart, Casanova e Gluck» (La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori). Il volume condivide con il precedente non soltanto l'eleganza della veste editoriale e la bellezza delle illustrazioni ma anche il taglio giornalistico e lo stile agile del testo, suddiviso in brevi capitoli dai titoli vivaci. Intatti la passione e il rigore storico dell'autrice, che in quest'ultimo lavoro si cimenta nell' impegnativo compito del biografo, tratteggiando un ritratto avvincente e molto ben documentato del conte Giacomo e della società del suo tempo.
Intelligenza, cultura, amore per la musica e per le arti figurative, insieme al nome aristocratico ed al fascino personale, sono le armi con cui Giacomo Durazzo (1717-1794), figlio cadetto, fratello del doge Marcellino, brucia con determinazione le tappe di una carriera avventurosa e brillante, lontano dalla Repubblica di Genova, che nel 1749, all'età di 32 anni, lo manda come Inviato straordinario alla corte di Vienna. Conquista anzitutto il favore dell'imperatrice Maria Teresa, poi la direzione dei teatri della città, la mano della bella Ernestine, diciottenne figlia del presidente del governo dell'Alta Austria, quindi, nel 1764, il prestigioso incarico di Ambasciatore Imperiale a Venezia, che deterrà per vent'anni. Nel corso della sua vita conosce e frequenta contemporanei celebri come Casanova e Mozart, è in corrispondenza con Voltaire e Rousseau. Crea il primo nucleo della Raccolta dell'Albertina di Vienna mettendo insieme una straordinaria collezione di stampe.
Le città di Genova, Vienna e Venezia scandiscono le diverse fasi del percorso di Giacomo, ma anche Parigi svolge un ruolo decisivo nella sua formazione. Fin dall'infanzia, tra le mura domestiche della sontuosa residenza di via Balbi (oggi palazzo Reale) che racchiude anche il Teatro del Falcone, Giacomo respira gli interessi culturali a cui sarà improntata la sua esistenza: il mondo del teatro, il collezionismo, i libri, le opere d'arte. In quel Settecento che vede da un lato il culmine della ricchezza e del prestigio dei Durazzo e dall'altro l'inizio della decadenza della Repubblica di Genova, rivolta al passato e incapace di prepararsi ai tempi nuovi che incalzano, il Durazzo si trova a vivere in pieno il contrasto fra tradizione genovese e rivoluzione del pensiero illuminista.
L'autrice sottolinea il carattere innovatore della coraggiosa riforma attuata dal «Conte della Musica» a Vienna, ai vertici del mondo teatrale internazionale, nel campo dell'opéra comique, dell'opera e del balletto. Fondamentale il sostegno da lui dato a Gluck, di cui apprezza il talento, favorendone il successo. Dalla biografia di Giacomo Durazzo emerge un protagonista cosmopolita, con pregi e i difetti di genuina umanità, a cominciare dalla situazione psicologica del cadetto che solo uscendo dall'ombra ingombrante del fratello doge trova gli spazi per realizzarsi compiutamente, attraverso vittorie, sconfitte e qualche amarezza, come le difficoltà economiche degli ultimi tempi e le incomprensioni con il fratello Marcellino.
Accanto alla grande Storia, trovano posto con un sorriso le curiosità della vita quotidiana dell'epoca, come le abitudini del frequentatori del Teatro del Falcone, considerato il primo teatro popolare di Genova, che scaldano le vivande prima di mangiarle e possono perfino tirare le tende dei palchetti per consumare amori clandestini. Come la moda dei cicisbei - i cavalieri serventi delle dame aristocratiche - nata all'ombra della Lanterna per poi diffondersi in tutta Europa. E come le finestre dell'imperatrice Maria Teresa, sempre spalancate in tutte le stagioni.

«Il fratello del Doge. Giacomo Durazzo, un illuminista alla Corte degli Asburgo tra Mozart, Casanova e Gluck» di Angela Valenti Durazzo, La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, pagg. 400, euro 70,00.